Digital Medicine Week: il digitale non sarà più un’opzione per la salute
Digital Medicine Week 2021: il digitale oggi non può più essere considerato un'opzione, con la pandemia il mondo sanitario ha accelerato la trasformazione digitale
Il digitale oggi non può più essere considerato un'opzione, in tutti i settori ma ancora di più in medicina, e con la pandemia il mondo sanitario ha accelerato la trasformazione digitale per rispondere efficacemente alle nuove sfide sanitarie, scientifiche, sociali ed economiche. Questa la riflessione Ludovico Baldessin, Chief Business & Content Officer di Edra in occasione della prima edizione italiana della Digitale Medicine Week 2021, promossa dalla Digital Medicine Society (Dime) e che si è conclusa venerdì 26 febbraio a cui Edra, leader italiano nello sviluppo della conoscenza di salute e medicina con soluzioni e servizi di comunicazione, informazione, formazione, ha aderito all'iniziativa con diverse pubblicazioni e la realizzazione di quattro webinar live che hanno coinvolto esperti del mondo del Pharma e del mondo medico, per approfondire il tema della Real Life nella Digital Medicine ma anche della Digital Medicine for Pharma.
Il modello patient centered diventa data driven e human centered
«Dagli incontri è emerso quanto il digitale oggi non possa più essere considerato un'opzione, in tutti i settori ma ancora di più in medicina - ha precisato Baldessin, intervenendo agli incontri -. L'anno della pandemia ha offerto l'opportunità al mondo sanitario di accelerare la trasformazione digitale per rispondere efficacemente alle nuove sfide sanitarie, scientifiche, sociali ed economiche». Tra le nuove opportunità ci sono non soltanto i servizi di telemedicina, ma anche app rivolte al paziente e i primi sistemi di digitalizzazione del percorso di cura dei pazienti cronici: gli esperti hanno presentato alcuni esempi virtuosi, tra i quali l'App Giada, rivolta al paziente con depressione, al medico e al caregiver e anche la Smart Clinic per la digitalizzazione dell'attività ospedaliera. Indispensabile anche le soluzioni formative previste per accompagnare lo sviluppo delle competenze digitali degli operatori sanitari. «Sempre di più siamo portati alla realizzazione di un modello patient centered, che diviene data driven e human centered e punta al benessere e miglioramento della qualità di vita della persona. In questo la tecnologia digitale ci viene sempre più incontro: questa la sfida che dobbiamo cogliere - prosegue Baldessin -. Anche in Italia negli ultimi anni si inizia a parlare sempre più dell'importanza dell'empowerment del paziente e del ruolo del cittadino nella propria salute. Per questo ci vogliono sempre più strumenti che supportino il paziente ma anche i professionisti sanitari e migliorino tempistiche e accesso alle cure». L'uso delle nuove terapie digitali comporta infatti un ruolo attivo del paziente e richiede una grande opportunità di responsabilizzazione. «Le terapie digitali (DTx), che in molti Paesi stanno prendendo piede, rappresentano un'opportunità anche per il nostro: come ci hanno ricordato gli esperti è sempre necessario seguire regole certe e una sperimentazione clinica rigorosa e una nuova consapevolezza e cultura sanitaria anche da parte del professionista sanitario» ha concluso Baldessin.
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A cura di Redazione Farmacista33
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