Rinnovo contratto, mobilitazione dipendenti di farmacia: al centro permessi, aumento salariale e carichi di lavoro
Prosegue la mobilitazione dei dipendenti delle farmacie a sostegno delle trattative per il rinnovo del contratto
Prosegue la mobilitazione dei dipendenti delle farmacie a sostegno delle trattative per il rinnovo del contratto, avviata, nei mesi scorsi, con le assemblee regionali e che ora prosegue con iniziative unitarie sul territorio. «Si tratta di presidi che vedono la partecipazione diretta dei farmacisti e degli operatori delle farmacie e che si svolgono man mano nelle diverse città, per tenere alta l'attenzione sulle condizioni di lavoro e di un contratto scaduto da troppo tempo» spiega Federico Antonelli, Filcams Cgil nazionale, che fa anche un punto sulla situazione.
Dipendenti di farmacia: da Milano a Roma partono i presidi unitari sul territorio
Da Milano a Roma, «oggi sono partiti i primi presidi unitari sul territorio, a Montecitorio e davanti alle prefetture» spiega Antonelli, «in continuità con le assemblee regionali online che si sono tenute nei mesi scorsi e che hanno visto partecipazione e interesse da parte dei dipendenti delle farmacie, pubbliche e private. Già altre iniziative in presenza sono calendarizzate nei prossimi giorni e altre ancora sono in via di organizzazione, per esempio in Piemonte e nelle Marche. La mobilitazione dei lavoratori continua per sostenere le trattative con le rappresentanze delle farmacie e per sensibilizzare le Istituzioni».
Contratto scaduto e nodi senza risposta sui nuovi ruoli dei farmacisti
La situazione, d'altra parte, vede un contratto «scaduto da troppo tempo» e «condizioni di lavoro sempre più difficili, anche in relazione alla crisi sanitaria. Gli operatori delle farmacie si sono messi da subito a disposizione dei cittadini», con il massimo «impegno» e supporto, ma vanno garantite «tutele» e condizioni di «sicurezza». In particolare, poi, «la partenza delle vaccinazioni nelle farmacie, che sta procedendo man mano nelle diverse regioni e a cui i farmacisti stanno aderito come strategia di uscita dalla pandemia, vede alcuni nodi aperti che ancora non hanno trovato risposta. I farmacisti, infatti, stanno iniziando le somministrazioni, senza, tuttavia, che siano state scritte in maniera chiara le regole - sia dal punto di vista economico, sia, soprattutto, sulle coperture assicurative relative alle responsabilità civili -, e senza che siano stati condivisi e discussi insieme ai lavoratori protocolli di gestione. Una situazione che ci sta preoccupando».
Trattative a rilento: distanze su permessi, flessibilità e riconoscimento economico
In generale, per quanto riguarda le trattative, con Federfarma ci sono stati finora sei incontri, con un prossimo appuntamento a inizio luglio, ma «restano distanze e nodi da sciogliere, per altro su due capitoli importanti. Mancano ancora risposte sul tema del salario, in particolare per quanto riguarda il periodo di vacanza contrattuale, e ci sono punti da chiarire, quali per esempio le richieste da parte datoriale relative a permessi, flessibilità e organizzazione del lavoro». Nel dettaglio, come era stato di recente evidenziato da Farmacie.Blog, la richiesta arrivata alle sigle confederali è stata quella di "eliminare i permessi Rol per i nuovi assunti - per l'intera vigenza contrattuale e senza un meccanismo automatico di ripristino -, di monetizzare i permessi per i lavoratori già in forza, nonché di estendere a 12 mesi la variabilità dell'orario di lavoro connessa ai flussi di utenza".
Passi avanti su sicurezza, sanità integrativa e professionalità
Avanzamenti, invece, ci sono stati rispetto al capitolo «salute e sicurezza, dove si è registrata la disponibilità a sottoscrivere un testo che prevede la costituzione dei Comitati Covid a livello regionale e di un Osservatorio nazionale sulla gestione dei protocolli di sicurezza vaccinali». Così come «aperture ci sono state in merito alla Sanità integrativa, e su un riconoscimento della professionalità del farmacista. Ora vedremo nell'incontro di inizio luglio se ci verrà manifestata disponibilità verso le posizioni di mediazione che abbiamo espresso».
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A cura di Simona Zazzetta
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