carenza farmacisti
27 Luglio 2026Per l'Associazione Farmacisti Liberi Professionisti il futuro della professione passa dalla valorizzazione del farmacista, dalla distinzione tra libera professione e abusi e da un ampliamento delle competenze. L'associazione esprime inoltre contrarietà all'introduzione della figura dell'assistente di farmacia.

La tutela e la valorizzazione della professione farmaceutica passano dal riconoscimento delle competenze del farmacista, dalla distinzione tra libera professione e abusi e da un rafforzamento del suo ruolo sanitario, non dal suo ridimensionamento. È il messaggio della lettera diffusa da AFaLP (Associazione Farmacisti Liberi Professionisti), che interviene nel dibattito affrontando temi quali la legittimità della libera professione, il contrasto alle false partite Iva, l'attrattività della professione e l'ipotesi di introdurre la figura dell'assistente di farmacia.
L’associazione ribadisce che il farmacista che opera in regime di libera professione con partita Iva “non è un tema sul quale esistano dubbi giuridici. L'articolo 2229 del Codice civile – spiega il presidente Dario Moricci - disciplina le professioni intellettuali regolamentate e la normativa sugli Ordini delle professioni sanitarie stabilisce chiaramente che la professione può essere esercitata, previa iscrizione all'Albo, in qualunque forma giuridica. Naturalmente – aggiunge - questo non significa tollerare gli abusi. Le false partite IVA e ogni forma di subordinazione mascherata devono essere contrastate con fermezza. Ma confondere gli abusi con la libera professione significa non affrontare il problema reale”.
Moricci sottolinea che la vera criticità è “è la progressiva perdita di attrattività della professione, la costante svalutazione del ruolo del farmacista e l'incapacità di costruire una prospettiva che renda questa professione più autorevole, più attrattiva e più centrale nel sistema sanitario”.
In questo contesto, secondo AFaLP, pensare “l’introduzione dell'assistente di farmacia come risposta alle difficoltà del settore significa imboccare una strada che porta inevitabilmente all'indebolimento della figura del farmacista. Ogni volta che una competenza sanitaria viene sostituita con una figura meno qualificata, il livello professionale del servizio si abbassa e la farmacia perde una parte della propria identità”.
La competenza del farmacista sottolinea Moricci, è “l'unico vero elemento che distingue una farmacia da un supermercato o da una piattaforma di e-commerce. Se si indebolisce anche questa, la competizione si ridurrà inevitabilmente al prezzo. E sul prezzo vinceranno sempre le realtà economicamente più forti, non necessariamente quelle che garantiscono la migliore assistenza sanitaria ai cittadini”.
Altra ricaduta aggiunge, è l’attrattività della professione: “Quale giovane investirà cinque anni di università, un tirocinio professionalizzante e un esame di Stato per entrare in una professione che viene progressivamente svuotata delle proprie competenze e resa sempre meno indispensabile?”. E richiama il fatto che in molti Paesi il farmacista si occupa di medication review, deprescribing, il deblistering, gestione delle patologie minori e, dove consentito, anche la prescrizione di specifici farmaci.
Richiamando queste esperienze, AFaLP ribadisce che il futuro della professione dovrebbe passare da un ampliamento delle competenze e da una maggiore integrazione del farmacista nel Servizio sanitario, piuttosto che da un ridimensionamento del suo ruolo.
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