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09 Luglio 2021

Covid-19. Bonus, crediti d’imposta e contributi per farmacie. L’esperto: accesso difficile, criticità in adempimenti e costi


Bonus, crediti d'imposta, contributi: sono numerose le agevolazioni che interessano le farmacie ma spesso è difficile fruirne. Il punto con lo specialista

Bonus, crediti d'imposta, contributi: sono numerose le agevolazioni che interessano le farmacie - in parte connesse alla normativa a sostegno delle attività colpite dall'emergenza sanitaria, ma non solo -, e che trovano collocazione nel bilancio e nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta 2020. Aiuti che, tuttavia, a volte sono stati soggetti al meccanismo del click day, lasciando senza alcune farmacie, o che sono stati sottoposti a un tetto nazionale, riducendo la quota ricevuta, o ancora che «richiedono una quantità di adempimenti contabili e dichiarativi» e «costi amministrativi» tali da eroderne una parte. Una situazione complessa che «ha reso difficile usufruirne». A fare il punto, in un articolo su Punto Effe, Stefano De Carli, commercialista dello Studio Luce di Modena, che segnala diverse complicazioni anche in fase di dichiarazione dei redditi.

Molte le agevolazioni che riguardano le farmacie ma difficile fruirne

Complice anche la normativa a sostegno delle attività colpite dall'emergenza sanitaria, sono molte le agevolazioni che riguardano le farmacie e, talvolta, sono «di importi molto consistenti, anche oltre 20.000 euro, con l'ulteriore vantaggio di essere quasi tutti completamente esenti da tassazione sia ai fini Irpef/Ires che Irap». In particolare - per fare qualche esempio - si va dal «credito d'imposta per l'acquisto o l'adattamento del registratore di cassa, valevole sino al 31 dicembre dell'anno scorso, a quello previsto per le spese di sanificazione o relativo alla locazione. C'è poi l'ex superammortamento, il credito d'imposta relativo investimenti ordinari (ex L. 178/2020), per gli acquisti di beni (dal 16/11/2020), ma anche l'ex iperammortamento e il credito d'imposta Industria 4-0 - acquisti (dal 16/11/2020). Infine, c'è il contributo a fondo perduto». Insomma, una quantità di bonus che certamente hanno rappresentato un sostegno per le imprese, ma che al contempo richiedono un grande lavoro per orientarsi. Anche solo «determinare l'importo spettante, per esempio, non sempre è agevole», senza contare poi «le difficoltà interpretative», che sono state rilevate in particolare «in tema di credito locazione e sanificazione».

Tra requisiti e documenti da esibire c'è un eccesso di burocrazia

In alcuni casi, «come per il contributo a fondo perduto, è stato necessario predisporre un'istanza da trasmettere telematicamente. Ma ci sono poi tutte le difficoltà relative alla verifica dell'esistenza di ulteriori requisiti richiesti: per gli ex super e iperammortamenti le fatture dei fornitori devono riportare i riferimenti della legge agevolativa, pena la loro non fruibilità, e in caso di loro mancanza (succede quasi sempre) bisogna predisporre una copia cartacea integrata. Per l'ex iperammortamento è prevista anche la predisposizione di un'autocertificazione attestante il rispetto delle caratteristiche del bene e l'invio di una comunicazione al Mise tramite un apposito modello che tutt'oggi, dopo circa un anno e mezzo dall'emanazione della normativa, non è ancora stato reso noto». Ma non è finita qui: «Si passa poi alla registrazione contabile: le varie tipologie di aiuti devono essere gestite con un'adeguata contropartita, in modo che il programma informatico le tratti correttamente, soprattutto ai fini dell'imponibilità fiscale, facendo concorrere al reddito d'impresa, per esempio, il credito registratori al reddito, e sottraendo gli altri bonus. E non solo: la ripartizione dei bonus in più esercizi, come per alcuni bonus investimenti, comporta l'adozione di tecniche contabili apposite per tenere conto dell'utilizzo ripartito negli anni».

Criticità anche in fase di dichiarazioni dei redditi

Ci sono poi le difficoltà della fase dichiarativa: «quasi tutti i bonus vanno riportati in almeno cinque quadri differenti (reddito Irpef, reddito Irap, aiuti di stato Irpef, aiuti di stato Irap, credito d'imposta), con l'indicazione di una serie di informazioni». Con, oltre tutto, anche qualche incertezza: «non è chiaro, per esempio, se alle sovvenzioni Covid si debba applicare l'obbligo di pubblicazione sul sito aziendale o, in sua mancanza, sul sito dell'associazione di categoria, dei benefici economici ricevuti, se superiori a 10.000 euro, previsto dall'articolo 1, commi 215 e seguenti della Legge 124/2017, le cui sanzioni (pesantissime) sono però state sospese per l'anno 2021». È evidente che «tutto ciò si rifletta in un costo amministrativo di non poco conto: dalle prime dichiarazioni completate si evidenzia come il tempo occupato per ottemperare a tutte le incombenze menzionate si può stimare in almeno il 30% del totale». Insomma, nel complesso si rileva «una situazione di iperburocratizzazione che rende difficile usufruire anche delle agevolazioni fiscali recenti», che, nell'intento, avrebbero dovuto sostenere le imprese nella emergenza sanitaria.

Francesca Giani

TAG: FARMACIA, FARMACIE, BONUS

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