Covid-19. Effetti della terza dose: nuovi dati sulla risposta immunitaria
La terza dose di richiamo dopo otto mesi dalla prima vaccinazione aumenta la protezione e l'immunità contro Sars-Cov-2. I dati di un nuovo studio
La terza dose di richiamo, dopo otto/nove mesi dalla vaccinazione primaria a due dosi, aumenta la protezione e l'immunità contro Sars-Cov-2. Lo rivela un nuovo studio pubblicato su The New England Journal of Medicine, di fase 1-2-3, randomizzato e controllato con placebo.
Con terza dose risale l'immunità
Il gruppo ricercatori (europei e americani), dopo aver somministrato in alcuni gruppi di individui due dosi da 30 microgrammi del vaccino BNT162b2 (Comirnaty) a 21 giorni di distanza, hanno constatato come l'efficacia sia scesa all'84% dopo circa 4/6 mesi la seconda dose. Gli autori comunicano che le nuove varianti, fra cui la delta, ormai sono diventate predominanti e risultano più facilmente trasmissibili. Considerando che i vaccini sono ancora strumenti validi contro Covid-19 riguardo ospedalizzazione e casi fatali, il calo dell'immunità e la diversificazione virale creano una probabile necessità di una terza dose di richiamo. È stata quindi somministrata una terza dose di BNT162b2 da 30 microgrammi dopo circa 7/8 mesi dalla seconda dose a 11 partecipanti di età compresa tra 18 e 55 anni e a 12 partecipanti di età compresa tra 65 e 85 anni provenienti da siti statunitensi. Negli individui sono state riscontrate reazioni avverse da lievi a moderate, molto simili a quelle evidenziate dopo la seconda dose. I risultati hanno indicato che dopo un mese dall'inoculazione della terza dose la protezione è aumentata di 5 volte nel gruppo di individui con fasce d'età dai 18 ai 55 anni e di oltre 7 volte nel gruppo con fasce di età 65/85 anni, rispetto allo stesso periodo dopo la somministrazione della seconda dose. Gli autori hanno anche rilevato che per la variante beta la protezione è aumentata di 15 volte nei giovani adulti e più di 20 volte negli anziani.
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A cura di Redazione Farmacista33
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