Rinnovo Ccnl: comparto sanità, aumento e riconoscimento professionale. Tutti i nodi per i non titolari
Continua il dibattito attorno alla ipotesi di rinnovo del contratto nazionale dei dipendenti di farmacia: passaggio al comparto sanità, riconoscimento economico e professionale, i permessi. Un punto sui nodi al centro della discussione
Continua il dibattito attorno alla ipotesi di rinnovo del contratto nazionale dei dipendenti di farmacia, siglato a metà settembre da Federfarma e le sigle confederali. Dalla richiesta del passaggio al comparto sanità, al tema del riconoscimento economico e professionale, fino ai permessi, sono tanti i nodi che sono al centro della discussione. Ecco un punto sulle ultime prese di posizione.
Passaggio al comparto sanità, un punto in discussione
Un tema che sta animando la discussione riguarda l'esigenza più volte espressa da una parte dei farmacisti di passare a un contratto sanitario. Sul punto, ieri, è intervenuto Farmacie.Blog, il sito di confronto riconducibile alla Filcams Cgil, che, ha cercato di "dare un contributo informativo", pur senza voler esprimere "le posizioni del sindacato". "La legge sulla farmacia dei servizi" e "gli interventi normativi legati alla emergenza sanitaria" hanno "aperto molte possibilità a prestazioni sanitarie di prima istanza" e hanno previsto "un ruolo attivo del farmacista". Alla luce di questo scenario, "il tema che alcuni portano avanti è il passaggio dal contratto del commercio a quello della sanità". Ma va osservato che "la classificazione Ateco della farmacia come attività economica è quella del commercio al dettaglio di medicinali in esercizi specializzati (47.73.10)" e di fatto "manca un riferimento giuridico che classifichi la farmacia come struttura pienamente sanitaria". Se "l'evoluzione della farmacia nei prossimi anni confermerà il ruolo strategico nell'assistenza sanitaria avuto nel corso della pandemia, può darsi che il cambiamento sia alla portata, e di lì potrebbe discendere il cambiamento di classificazione del contratto di lavoro". Ma anche in questa ipotesi sarebbe comunque un passaggio che andrebbe contrattato "insieme ai titolari di farmacia, da cui dipende lo stipendio, e con Federfarma, con cui verrebbe scritto il contratto". A ogni modo, anche "la Fofi si è interessata a questo tema e, rilevando il bisogno di riconoscimento espresso dai collaboratori, ha dichiarato recentemente di aver commissionato ad alcuni giuslavoristi uno studio sulle possibilità di un eventuale passaggio a un contratto sanitario, comunque nell'autonomia delle parti, e nella sostenibilità per le farmacie". Questo tuttavia "in vista di una contrattazione futura e non di quella attuale, considerata la complessità dell'eventuale percorso".
La possibilità di carriera e l'aumento triennale per il livello Q2
Ma, al di là della questione del comparto, per Farmacie.Blog il contratto "va considerato per gli elementi nuovi che sono stati inseriti". Tra questi "l'assistenza sanitaria integrativa che colma una carenza del nostro welfare", gli "strumenti contrattuali (Commissione inquadramenti e Comitati Covid/Osservatorio) che danno la possibilità di costruire una prospettiva, con un lavoro sindacale costante e partecipazione attiva dei collaboratori", la "valorizzazione della professionalità che chiedevamo da anni". In particolare, in questa direzione, va rilevato "il livello Q2 per il collaboratore responsabile in autonomia di almeno un servizio o che coordina i servizi, che porta 7.000 euro di aumento nel triennio - sono 3600 euro nel triennio al livello base del collaboratore - e la prima remunerazione diretta di un atto professionale".
Conasfa: richieste disattese, servono tutele legali e sanitarie per nuove mansioni
Aspetti che non convincono appieno il Conasfa, che, in un intervento sempre di ieri, sottolinea come "i punti da elaborare e da arricchire della ipotesi di contratto siano svariati. Le richieste avanzate dai collaboratori in questi ultimi mesi sono state perlopiù disattese: un aumento salariale dignitoso, un'adeguata retribuzione delle nuove mansioni con tutele legali e sanitarie. La nostra Associazione auspica che si possano approfondire aspetti e tematiche ritenuti essenziali dai dipendenti di farmacia".
Sinasfa: situazione economica dei collaboratori è critica. Permessi, tema da affrontare
Posizioni critiche anche dal Sinasfa, che, dopo essere intervenuto più volte nei giorni scorsi e aver lanciato un sondaggio sugli orientamenti dei collaboratori, "denuncia nuovamente" in un post sul sito dei giorni scorsi "la situazione di indigenza dei collaboratori". È "inaccettabile", si legge, che "a noi collaboratori, che siamo coloro che si sobbarcano l'impegno di fornire le prestazioni, non venga riconosciuto in sede contrattuale quanto ci è dovuto, a partire dal passaggio dal comparto commercio a quella sanità. Siamo stufi di essere considerati professionisti sanitari a giorni alterni: sì quando ci viene appunto richiesto di fare vaccini e tamponi, accollandoci tutte le responsabilità del caso, e no, invece, quando si tratta di riconoscerci stipendi decorosi e istituti contrattuali, a partire dai permessi, rispettosi delle più basilari esigenze di vita di un lavoratore". Per il Sinasfa occorre quindi "uno scatto di orgoglio" da parte dei collaboratori, invitati nuovamente a "lottare per i propri diritti": una "giornata di sciopero servirebbe a poco", diverso sarebbe "rifiutare di fare tutto quanto non siamo obbligati a fare", come "tamponi e vaccini". È "di fondamentale importanza portare a conoscenza dell'opinione pubblica i punti salienti dell'ipotesi di accordo e i diritti negati ai futuri farmacisti sui permessi. Dobbiamo aggregarci e coordinarci".
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A cura di Redazione Farmacista33
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