Tamponi rapidi, Liberi farmacisti al Ministro: si facciano anche in parafarmacie
Le parafarmacie chiedono di poter eseguire i tamponi: lasciare l'esclusiva alle farmacie lede numerose regole sulla concorrenza e reca un danno ai cittadini
Le parafarmacie chiedono di poter eseguire i tamponi. Lasciare alle farmacie l'esclusiva di poterli effettuare, lede numerose regole sulla concorrenza e reca un danno ai cittadini: è auspicabile che le Istituzioni facciano di tutto perché il prezzo dei tamponi diminuisca e la disponibilità aumenti. Lo chiedono il Movimento nazionale Liberi Farmacisti e la Confederazione unitaria libere parafarmacie italiane in una lettera aperta al ministro della Salute Speranza.
Le parafarmacie si possono adeguare ai protocolli in breve tempo
Nella lettera le due sigle sottolineano che "viene impedito a 4700 farmacisti, laureati che operano nelle cosiddette parafarmacie" di eseguire tamponi rapidi antigenici: "Non hanno anche questi farmacisti tutte le competenze che hanno i loro colleghi che lavorano in farmacia? È un problema di dotazioni tecniche? Non crediamo, esse sono stabilite in rigidi protocolli cui le parafarmacie si possono adeguare in breve tempo". E aggiungono: "Non è da "Paese civile" assistere al caos, alle file interminabili che registriamo in questi giorni in tutte le regioni italiane. Aldilà delle dichiarazioni rassicuranti dei rappresentanti dei titolari di farmacia, le stesse sono al collasso, semplicemente non ce la fanno a reggere l'urto dei richiedenti il test".
Se Stato impone regole non può impedire fruibilità degli strumenti per rispettarle
La lettera richiama la Sentenza del Consiglio di Stato dello scorso 21 settembre, per ribadire che iniziano "a farsi largo anche nella magistratura dubbi sulla liceità dell'esclusiva alle farmacie. Esclusiva che non solo lede numerose regole sulla concorrenza, ma reca un danno certo ai cittadini circa il prezzo dei tamponi e la reperibilità dei luoghi ove questi possono essere fatti. Non è necessario che lo Stato si accolli il costo dei tamponi, è però auspicabile che le Istituzioni facciano di tutto perché il prezzo diminuisca e la disponibilità aumenti". "Il tampone certamente non deve essere la soluzione alla pandemia, solo la vaccinazione lo è. Tuttavia, se esiste una legge dello Stato che lo impone per diverse attività e nei luoghi di lavoro, non può essere quello stesso Stato che ne impedisce la fruibilità. "I farmacisti delle parafarmacie hanno entusiasmo e voglia di dare una mano, li utilizzi signor Ministro: non chiedono altro che mettere a disposizione la propria professionalità nella lotta alla pandemia".
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A cura di Redazione Farmacista33
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