Concorso straordinario, in Campania ancora bloccato. Manna (Ordine): scelte inopportune in Commissione
Il Concorso straordinario per l'assegnazione di nuove sedi farmaceutiche in Campania è fermo: non sono state ancora assegnate le 183 farmacie
Il Concorso straordinario per soli titoli bandito dal governo Monti nel 2012 per l'assegnazione di nuove sedi farmaceutiche, almeno in Campania, è ancora fermo. In altre parole, non sono state ancora assegnate le 183 farmacie messe a concorso. Molto dure le dichiarazioni, in una nota ufficiale, di Maurizio Manna, presidente dell'Ordine dei farmacisti di Benevento e membro del Comitato centrale Fofi, che parla di «scelte inopportune della Commissione hanno provocato l'ingorgo amministrativo» e sottolinea l'amarezza dei giovani laureati, «mortificati nelle loro aspettative professionali».
I ritardi nelle procedure
Se il concorso straordinario bandito otto anni fa non ha dato alcun esito in Campania, la causa è, secondo Manna, da individuare nell'operato della Commissione giudicante, che lo ha «ricondotto alle tempistiche della peggiore tradizione». «La Commissione», entra nel dettaglio Manna, «aveva deciso di assegnare un punto per l'idoneità che però la magistratura amministrativa ha bocciato poiché calcolato su una graduatoria ancora provvisoria del precedente concorso e peraltro, all'epoca, neanche ancora pubblicata». La Regione Campania, di conseguenza, sta verificando i titoli dichiarati dai candidati, per poi procedere, eventualmente, a una riduzione del punteggio a essi assegnato. Ma non sarebbe solo questa la pecca da imputare alla Commissione, secondo il consigliere Fofi. Essa, infatti, «si è determinata a non riconoscere i titoli derivanti da corsi di laurea in discipline equipollenti non allineandosi ai criteri fissati nelle altre Regioni. L'effetto non si è fatto attendere, realizzandosi, a seguito del conseguente proliferare di ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato, proprio quella palude giudiziario-amministrativa da sempre paventata e stigmatizzata dal presidente Vincenzo De Luca. Dunque, non è bastata la volontà politica dell'amministrazione regionale né la innovata agilità burocratica messa in campo per l'occasione, ad avere ragione dell'ingorgo amministrativo nel quale anche questa procedura concorsuale sembra impantanata per effetto delle scelte operate dalla competente Commissione. È bene ricordare in proposito come il presidente De Luca, all'inizio del suo mandato, avesse provato a rimodulare la composizione della citata commissione di concorso. Ma tant'è. Per il 22 ottobre è previsto l'ennesimo pronunciamento del Consiglio di Stato all'esito del quale, probabilmente, si dovrà procedere a un'ulteriore rielaborazione della graduatoria che produrrà, è fatale prevederlo, un nuovo proliferare di ricorsi». Sarebbe stato meglio, in definitiva, «uniformarsi agli indirizzi prevalenti in ambito nazionale», evitando, alla Regione, «l'ennesimo record negativo».
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A cura di Redazione Farmacista33
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