Sportelli bancomat in farmacia, Farmacash in sperimentazione in Umbria per gestire prelievi e pagamenti
È nato in Umbria ed è ancora in fase di sperimentazione, il progetto Farmacash che prevede la diffusione nelle farmacie di sportelli automatici per il ritiro di contante
È nato in Umbria ed è ancora in fase di sperimentazione, il progetto Farmacash che prevede la diffusione all'interno delle farmacie di sportelli automatici per il ritiro di contante, il pagamento di bollettini, il pagamento del ticket. Il primo è stato installato a Perugia e sta funzionando a novembre sarà esteso ad altre farmacie umbre. Il progetto è stato sviluppato dalla startup Innovacash srl, controllata da Farma Service Centro Italia società di servizi che fa capo a diverse Federfarma locali, Perugia, Terni, Umbria.
In farmacia un centro servizi per il cittadino
Con la graduale e continua scomparsa di filiali bancarie stanno scomparendo non solo gli sportelli ma spesso anche bancomat, in particolare nei piccoli centri dove la connessione a internet non è velocissima. «Tante farmacie, soprattutto nei piccoli Paesi, ci segnalavano che molti clienti entravano in cerca di un bancomat da cui prelevare contante e da lì ci è venuta l'idea» spiega Franco Baldelli, managing director di Innovacash. A fronte del versamento di un canone, la farmacia potrà utilizzare le macchine Farmacash per gestire i pagamenti, dare il resto senza entrare in contatto con le monete o le banconote e depositare l'incasso. «Il progetto, partito in Umbria per essere replicato in tutta Italia - chiarisce Augusto Luciani, presidente Federfarma Umbria e di Farma Service Centro Italia - prevede che il contante delle farmacie, che è ancora significativo, venga messo a disposizione degli sportelli per essere ritirato. La prima macchina è stata già installata a Perugia e sta funzionando, per questo motivo siamo fiduciosi». «Grazie ad accordi che abbiamo stipulato - precisa Baldelli - il contante immesso viene reso disponibile, dietro il pagamento di una commissione analoga a quella dei tradizionali circuiti bancari, per i prelievi dei clienti, i quali possono anche prenotare e depositare denaro, oltre che pagare utenze e stipulare polizze assicurative. Per farlo, dovranno scaricare una App e registrare le proprie carte di pagamento. Mentre, dal punto di vista della farmacia, il denaro raccolto e non ritirato "scende, all'interno della macchina, in cassetti blindati ed è come se fosse stato depositato in una banca». Dopo il test di Perugia, dove al momento sono consentiti solo i prelievi, Farmacash, a novembre, punta ad avviare la sperimentazione in una ventina di farmacie del centro Italia, con tutti i servizi attivi. «Per la fine dell'anno - prevede Baldelli - contiamo di proporci sull'intero territorio nazionale. Il successo dipenderà da noi ma sarà importante seguire l'evoluzione del mercato e dell'economia, dal momento che la carenza di chip si sta facendo sentire anche nel nostro settore».
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A cura di Redazione Farmacista33
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