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10 Dicembre 2021

Vaccini anti Covid-19, nuove indicazioni su dose booster ai guariti e su uso eterologa


La terza dose è raccomandata anche a chi ha avuto infezione da Covid-19 con una distanza di almeno cinque mesi dalla precedente somministrazione. Le nuove indicazioni del Ministero

Nell'ambito della campagna di vaccinazione, è raccomandata la terza dose anche a chi ha subito un'infezione da Covid-19 con una distanza di almeno cinque mesi dalla precedente somministrazione, qualora l'infezione sia avvenuta prima, o dalla diagnosi di avvenuta infezione, qualora successiva. A dare le indicazioni la circolare del Ministero della Salute di lunedì. Intanto, Ema e Ecdc, in una raccomandazione congiunta, si esprimono sulla vaccinazione eterologa, anche relativamente alla dose booster.

Dose booster a chi è guarito da Covid-19: raccomandato intervallo di cinque mesi

Nei soggetti vaccinati prima o dopo un'infezione da SARS-CoV-2, si legge nella circolare del Ministero che chiarisce le tempistiche e le modalità raccomandate per la somministrazione di una dose di richiamo (booster) in caso di precedente positività, "è indicata ai dosaggi autorizzati purché sia trascorso un intervallo minimo di almeno cinque mesi (150 giorni) dall'ultimo evento, da intendersi come somministrazione dell'unica/ultima dose o diagnosi di avvenuta infezione". A ogni modo, "ai fini del completamento del ciclo primario di vaccinazione", continua il documento "si ribadisce inoltre che:
- nei soggetti con pregressa infezione da SARS-CoV-2, che non sono stati vaccinati entro i 12 mesi dalla guarigione, eÌ indicato procedere il prima possibile con un ciclo primario completo (due dosi di vaccino bidose o una dose di vaccino monodose);
- nei soggetti che contraggono un'infezione da SARS-CoV-2, entro il quattordicesimo giorno dalla somministrazione della prima dose di vaccino, eÌ indicato il completamento della schedula vaccinale con una seconda dose entro sei mesi (180 giorni) dalla documentata infezione.
Trascorso successivamente un intervallo minimo di almeno cinque mesi (150 giorni) dal ciclo vaccinale primario cosiÌ completato, eÌ quindi indicata la somministrazione di una dose di richiamo (booster), ai dosaggi autorizzati per la stessa".

Dibattito aperto su eterologa: da Ema e Ecdc nuove raccomandazioni e consigli tecnici

Sempre in tema di dose booster arrivano nuove considerazioni a proposito della eterologa: a esprimersi sono stati l'Ema e l'Ecdc (European Centre for Disease Prevention and Control) in una nota congiunta di ieri: "un numero crescente di studi clinici, supportati dai dati della Real World Evidence, ha preso in esame la possibilità di utilizzare due diverse tipologie di vaccini sia all'interno del ciclo primario sia come terza dose, in un intervallo di 3-6 mesi. Proprio per fornire una base scientifica e una maggiore flessibilità negli schemi vaccinali applicabili, Ema e Ecdc hanno condotto una revisione delle evidenze disponibili e messo a disposizione raccomandazioni e consigli tecnici su come impostare tale possibilità". Secondo alcuni studi "la combinazione tra vaccini a vettore virale e mRNA producono buoni livelli di anticorpi contro il Covid-19 e una più intensa risposta in termini di cellule T rispetto alla vaccinazione omologa, sia entro il ciclo primario sia come booster e, generalmente, la vaccinazione eterologa è ben tollerata". Va comunque detto che "l'utilizzo di vaccini a vettore virale come seconda dose, o di due differenti vaccini mRNA risulta meno studiato", così come "sono in corso ricerche per ottenere maggiori evidenze sugli effetti di sicurezza a lungo termine, sulla durata dell'immunità e sull'efficacia".
Tra le tante considerazioni effettuate da Ema e Ecdc, a emergere, in merito alla vaccinazione primaria, è anche che "nel complesso i dati presentati supportano l'uso di schemi misti vettore virale/mRNA. Sulla base delle prove raccolte finora e delle conoscenze cliniche esistenti, somministrare una seconda dose di vaccino mRNA ai precedenti destinatari di una singola dose di vaccini a vettore virale è una strategia di vaccinazione vantaggiosa dal punto di vista immunologico con un impatto positivo sul livello raggiunto di protezione da infezioni e malattie. Ci sono meno evidenze sugli schemi di vaccinazione con mRNA eterologhi, ma sufficienti per indicare che tale approccio potrebbe essere utilizzato anche quando è necessaria flessibilità o maggiore impulso nelle campagne di vaccinazione. I dati sulla sicurezza sono attualmente in fase di studio per determinare se vi sia un aumento del rischio di miocardite". Quanto alla dose booster, "le prove disponibili finora con diversi tipi di vaccini autorizzati indicano che un richiamo eterologo sembra altrettanto buono o migliore in termini di risposte immunitarie rispetto a un richiamo omologo. Tra le combinazioni di booster eterologhe, l'utilizzo di un mRNA dopo una serie primaria di vaccini a vettore virale è più immunogenico del contrario. Inoltre, il profilo di sicurezza delle combinazioni di richiamo eterologhe e omologhe rimane comparabile sulla base dei dati disponibili". Da ultimo, "una strategia di vaccinazione di richiamo eterologa può quindi essere considerata come una strategia alternativa, per esempio per migliorare la protezione che può essere ottenuta con alcuni vaccini, per consentire una maggiore flessibilità in caso di problemi con la fornitura o la disponibilità di dosi".

Francesca Giani

TAG: VACCINI, VACCINAZIONE, VACCINO ANTI-COVID-19

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