Assegno unico universale in busta paga. Beneficiari e regole: le Faq su casistiche
L'Assegno Unico modifica lo scenario delle prestazioni e delle misure di sostegno alla famiglia, con effetti che inizieranno a vedersi in busta paga di marzo. Le Faq dell'Inps
L'Assegno Unico Universale, il nuovo contributo per i figli a carico, modifica lo scenario delle prestazioni e delle misure di sostegno alla famiglia, con effetti che inizieranno a vedersi in busta paga dalla fine di marzo. Il sostegno arriva direttamente dall'Inps sul conto corrente del richiedente e a breve dovrebbero vedersi i primi versamenti - per chi ha fatto domanda entro fine febbraio, il pagamento è stato fissato dalla seconda metà di marzo. Ma chi sono i beneficiari? Che cosa succede alle altre misure per la famiglia? Come può fare chi non ha presentato domanda nei mesi di gennaio e febbraio?
Assegno unico universale: cosa cambia per le famiglie
In vigore dal primo marzo, l'Assegno unico universale è il nuovo sostegno economico che va a sostituire le prestazioni per il nucleo familiare (Assegno per il nucleo familiare - ANF - e Assegni familiari - AF), le misure a sostegno della famiglia, come il bonus premio alla nascita o all'adozione, il bonus bebè, i Bonus tre figli e le detrazioni fiscali finora erogate in busta paga. È diretto a nuclei con figli, a partire dal 7° mese di gravidanza fino al compimento dei 21 anni (a certe condizioni), oppure senza limiti di età nel caso di figli con diversa abilità. Il contributo resta comunque compatibile con eventuali altri sostegni di carattere regionale o comunale, così come con il Bonus nido. Rimane ferma la disciplina degli ANF per gli altri familiari a carico.
Beneficiari e condizioni per l'erogazione
Ma a chi va il contributo? Il contributo viene erogato direttamente dall'Inps - sull'iban indicato dal richiedente - ed è riconosciuto indipendentemente dalla condizione lavorativa dei genitori (dipendenti, autonomi, pensionati, non occupati, disoccupati, percettori di reddito di cittadinanza). L'importo mensile va da un massimo di 175 euro a figlio per chi ha l'ISEE inferiore a 15mila euro, a un minimo di 50 euro a figlio per tutte le famiglie con ISEE pari o sopra i 40mila euro. La prestazione, avendo carattere universalistico, può essere richiesta anche in assenza di ISEE. In questo caso, l'Assegno sarà calcolato con l'importo minimo previsto dalla normativa. L'assegno spetta, come si legge nelle Faq dell'Inps sul sito dedicato, in presenza delle seguenti condizioni: ● per ogni figlio minorenne a carico, per i nuovi nati decorre dal settimo mese di gravidanza ● per ciascun figlio maggiorenne a carico, fino al compimento dei 21 anni, che frequenti un corso di formazione o professionale o universitario; svolga un tirocinio o un'attività lavorativa con reddito inferiore a 8mila euro annui, sia registrato come disoccupato e in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l'impiego; svolga il servizio civile universale ● per ogni figlio con disabilità a carico, senza limiti di età.
I chiarimenti su tempistica e requisiti per domande e pagamenti
Da gennaio è, quindi, stata aperta la possibilità di fare domanda e va ricordato che l'Assegno Unico Universale è versato per un anno, a partire da marzo, fino a febbraio 2023. Per rinnovarlo occorrerà presentare una nuova richiesta. A ogni modo, per quest'anno, chi ha concluso la pratica entro il 28 febbraio 2022 inizierà a ricevere i pagamenti dalla seconda metà di marzo, ma c'è tempo fino al 30 giugno per vedersi riconoscere l'assegno per i mesi arretrati, sempre con decorrenza marzo. Mentre per le domande presentate dopo il 30 giugno, l'assegno spetterà dal mese successivo a quello della domanda. In generale, va ricordato che la domanda deve essere presentata da uno dei due genitori, dal tutore, o anche dal figlio maggiorenne per se stesso, va inoltrata una volta sola per ogni anno di gestione e deve indicare tutti i figli per i quali si richiede il beneficio, con la possibilità di aggiungere ulteriori figli per le nuove nascite. Il conto su cui avviene l'erogazione deve essere intestato al richiedente o all'altro genitore (se viene scelta la ripartizione dell'importo). Nel caso in cui il richiedente sia un figlio maggiorenne l'IBAN deve essere a lui intestato o cointestato. Per chi è in stato di gravidanza il calcolo dell'assegno parte, come visto, dal settimo mese, ma la domanda va presentata dopo la nascita, dopo che è stato attribuito al minore il codice fiscale. Con la prima mensilità di Assegno saranno poi pagati gli arretrati. La domanda si presenta online, accedendo al servizio disponibile sul sito INPS con le proprie credenziali, tramite Patronato oppure rivolgendosi al Contact center INPS.
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A cura di Redazione Farmacista33
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