Covid, stress da pandemia e ricadute sull’ovulazione: i possibili disturbi
Secondo un nuovo studio lo stress pandemico potrebbe essere collegato a interruzioni dell'ovulazione, senza evidenti cambiamenti nei cicli mestruali
Secondo un nuovo studio lo stress pandemico potrebbe essere collegato a interruzioni dell'ovulazione, senza evidenti cambiamenti nei cicli mestruali. Lo rilevano i dati presentati durante ENDO 2022, l'incontro mondiale annuale della Endocrine Society ad Atlanta. La ricerca ha dimostrato molti casi di cicli mestruali apparentemente regolari, ma senza ovulazione. Significa che, nonostante non avvenga l'ovulazione l'organismo produce progesterone che fa ispessire l'endometrio che, non fecondato, si sfalda producendo perdita ematica. Quello che poi accade è che molto spesso questi cicli mestruali sono più corti.
Disturbi ovulatori silenziosi all'interno di cicli mestruali regolari
In sintesi, sono stati messi a confronto due studi, il primo condotto tra il 2006 ed il 2008, il secondo durante il periodo pandemico. Quasi il 66% delle 112 donne arruolate nello studio durante la pandemia ha avuto disturbi dell'ovulazione, rispetto a solo il 10% delle 301 donne analizzate anni prima nello studio precedente. L'ovulazione avviene generalmente circa due settimane prima dell'inizio del periodo mestruale. I disturbi osservati durante la pandemia hanno evidenziato un'ovulazione anticipata o una totale assenza dell'ovocita. Le donne in entrambi gli studi avevano un'età compresa tra 19 e 35 anni e non stavano utilizzando contraccettivi ormonali. Inoltre, nelle testimonianze delle partecipanti durante la pandemia, sono significativamente emersi sintomi critici di aumento dell'ansia, depressione, frustrazione, stati d'animo negativi, stress esterni percepiti, problemi di sonno e mal di testa. La coordinatrice dello studio, Jerilynn Prior dell'Università della British Columbia a Vancouver, ha dichiarato che "confrontando i due studi, e in particolare, i diari quotidiani delle partecipanti, possiamo dedurre che il periodo pandemico scatenato dall'infezione da SARS-CoV2 ha sviluppato disturbi ovulatori silenziosi all'interno di cicli mestruali per lo più regolari". I ricercatori hanno sottolineato come, nel tempo, i disturbi ovulatori persistenti possono aumentare i rischi di infertilità, problemi osteologici, infarti precoci e tumori al seno e all'endometrio.
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A cura di Simona Zazzetta
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