Crisi energia, rincari, costo denaro. Mariani (Farmacentro): utili a rischio totale erosione. Un punto dall’Unità di crisi
Distribuzione intermedia: gli aumenti dal caro benzina, al gas, all'energia elettrica, alle materie prime fino al costo del denaro, rischiano di erodere completamente l'utile di esercizio
Solo con una delle voci di costo su cui sono stati registrati gli aumenti negli ultimi mesi, come per esempio quella dell'energia, rischia di erodere completamente il nostro utile di esercizio se si aggiungono tutti gli altri aumenti dalle materie prime al costo del denaro il comparto della distribuzione intermedia rischia di finire in uno stato di criticità. A lanciare l'allarme è Marco Mariani, Direttore Generale di Farmacentro, a margine dell'ultimo incontro dell'Unità di crisi, istituita da Federfarma Servizi per favorire il confronto tra le Associate. La sua intervista è stata diffusa da F-online, house organ di Federfarma Servizi «La situazione è da film horror: solo limitandoci a considerare una delle voci di costo su cui sono stati registrati gli aumenti negli ultimi mesi, come per esempio quella dell'energia, si rischia di erodere completamente il nostro utile di esercizio. Se mettiamo tutti insieme gli aumenti - dal caro benzina, a quello del gas, all'energia elettrica, alle materie prime fino al costo del denaro - il risultato è devastante e ci rendiamo conto dello stato di criticità in cui rischia di finire il nostro comparto» ha dichiarato Mariani. «Ne basterebbe una sola delle criticità che stanno attanagliando il comparto per mettere in crisi le nostre Aziende» ha spiegato.
Automazione e conservazione farmaci richiedono energia
«Le nostre non sono certo aziende energivore, però i livelli di automazione, la necessità di una corretta conservazione dei farmaci in ambienti a temperatura controllata o in frigoriferi, richiedono un grande dispendio di energia elettrica». Poi c'è il trasporto, «per mantenere gli attuali livelli di servizio con consegne capillari alle farmacie più volte al giorno», ma anche «un grande consumo di materie prime quali - cartoni, buste criotermiche, siberini, carta per i ddt e così via. Non c'è ambito di attività su cui non si rilevi un elevato impatto dagli aumenti dei costi». E a tutto questo si somma «l'incremento del costo del denaro, con i tassi che negli ultimi mesi hanno visto una forte impennata dopo molti anni di stasi. Le nostre Cooperative non potranno in futuro ammortizzare da sole tutti questi aumenti, bisogna aiutarle». Senza interventi in nostro soccorso «sarà difficile continuare a garantire i livelli di servizio attuali, mantenendo inalterata la qualità della nostra assistenza alle farmacie e alla popolazione che gode dei vantaggi del nostro servizio ad oggi impeccabile». La preoccupazione «è condivisa da tutti gli operatori del nostro comparto ed è ancora più forte se guardiamo al futuro». In questa direzione, il Tavolo «è stato, in ogni caso, particolarmente utile: ci ha permesso di condividere le difficoltà, ma anche di confrontarci su possibili soluzioni comuni». Tra le proposte emerse, «abbiamo ipotizzato, per esempio, l'avvio di una contrattazione comune sulla fornitura di energia elettrica o di acquisti centralizzati in modo da raggiungere una massa critica e sfruttare l'economia di scala su alcuni prodotti di consumo, quali la carta, buste criotermiche e imballi. Le idee ci sono, si tratta di metterle a terra».
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A cura di Redazione Farmacista33
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