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Farmacisti

06 Dicembre 2022

Carenza farmacisti e fuga dalla professione. Dai non titolari analisi del trend e possibili soluzioni


Si sta cercando di inquadrare un trend, segnalato non solo in Italia, di carenza di farmacisti, fuoriuscita dalla professione, nuovi sbocchi lavorativi, flessione nel numero di laureati, calo demografico


Carenza di personale, fuoriuscita dalla professione, nuovi sbocchi lavorativi, flessione nel numero di laureati, calo demografico. Sono le diverse angolazioni con cui, da più parti, si sta cercando di inquadrare un trend che riguarda i farmacisti e che viene segnalato non solo in Italia. Diverse sono le analisi per cercare di trovarne origini e soluzioni e, di recente, a tornare sul tema è il Sinasfa, in un intervento pubblicato sul proprio sito.

Esodo: sotto accusa ritmi insostenibili e flessibilità oraria

"Quotidianamente" scrive il Sinasfa "riceviamo da parte dei colleghi richieste per avere informazioni su tempi e modalità di licenziamento e su come accedere al mondo della scuola o ad altri settori. Il problema della carenza di collaboratori non va sottovalutato e, da quello che possiamo percepire, è solo all'inizio". Diverse possono essere le ragioni del fenomeno e tra quelle rilevate dal Sinasfa c'è anche il tema della qualità della vita lavorativa e della conciliazione vita privata e lavoro: "La liberalizzazione del 2012 ha portato molte farmacie ad estendere gli orari di apertura oltre quanto obbligatorio. Molte farmacie hanno incominciato a prolungare i loro orari, restando aperte anche i sabati e i festivi". Le ricadute sono andate in primo luogo sulla organizzazione del lavoro: "i collaboratori si sono visti modificare gli orari" e non sempre il processo di riadattamento è avvenuto con una concertazione. Così "spesso si sono ritrovati a dover gestire difficoltà nel conciliare la vita privata e famigliare". Le conseguenze hanno toccato anche la programmazione di ferie e permessi: "I periodi di ferie sono risultati ridotti ed in molti casi per i collaboratori è complesso scegliere le date sulla base delle proprie esigenze, con disagi soprattutto per le famiglie". Anche programmare "permessi non è sempre facile" anche perché a essere riferito dai colleghi è che "non sempre è possibile conoscere gli orari di lavoro con qualche giorno di anticipo per poter gestire la propria vita privata".
Oltre a questo, i "ritmi di lavori", complice anche le nuove esigenze della pandemia, sono diventati "insostenibili" e questo è tanto più visibile "in farmacie dove c'è meno organico", che possa turnare.

Criticità su conciliare vita privata e gratificazione professionale

Durante la pandemia poi, in particolare nelle "fasi più critiche", il contributo arrivato dai collaboratori è stato "immenso", ben oltre il perimetro delle proprie mansioni. Inoltre, "a causa del fatto che il nostro contratto non appartiene al comparto della sanità non abbiamo avuto la possibilità di accedere ai bonus collegati, ma al contempo ci siamo fatti carico di mansioni e rischi tipici degli operatori sanitari. Molti colleghi si sono ritrovati a fare vaccini e tamponi" e soprattutto all'inizio hanno operato "senza che tutte le norme sulla sicurezza fossero messe in pratica". Sono mancati poi "riconoscimenti per i sacrifici fatti e per la disponibilità".

Potere d'acquisto degli stipendi sempre più basso. Le possibili soluzioni

Tra le altre ragioni segnalate dai farmacisti, continua il Sinasfa, c'è poi quella economica: "il potere d'acquisto dei nostri stipendi è nel corso del tempo crollato" e questo processo è in atto da oltre vent'anni, già "dal passaggio all'euro". Su tutto pesa "la difficoltà che in tutti questi anni si è avuta a pervenire a rinnovi contrattuali, con aumenti di stipendio che, nelle diverse tornate, non sono mai stati soddisfacenti, né in periodi di sviluppo ed evoluzione della farmacia né in periodi di crisi". Ecco allora che "sempre più colleghi ci contattano con la volontà di cercare soluzioni lavorative più vivibili, nonostante tutta la passione per la professione che hanno scelto".

Per il Sinasfa una delle possibili soluzioni è il passaggio al comparto sanitario, un tema caro ai non titolari e su cui da tempo è aperta la discussione all'interno della categoria. "Il passaggio al comparto della Sanità Privata potrebbe limitare se non arrestare la fuga dalla farmacia, vista soprattutto la strada intrapresa nei servizi e una sempre più stretta collaborazione con il Servizio Sanitario Nazionale". Questo porterebbe, per il Sinasfa, a una "gratificazione sia economica e professionale, con una serie di vantaggi". Dal Sinasfa poi viene rinnovato l'appello ai collaboratori a candidarsi all'interno degli Ordini, in modo da allargare la rappresentanza e dare maggiore visibilità alle esigenze dei collaboratori.

Francesca Giani

TAG: FARMACISTI, LAUREATI

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