Login con

Farmacisti

10 Gennaio 2023

Payback sanitario dispositivi medici, pronta la proroga. Aziende: non basta, va cancellato


Pronta la bozza di decreto di proroga del payback sanitario per i dispositivi medici che punta a far slittare la scadenza al 30 aprile. Le aziende: va cancellato


È pronta la bozza di decreto di proroga del payback sanitario per i dispositivi medici che punta a far slittare la scadenza, su iniziativa del Mef, al 30 aprile in attesa di una sua revisione generale. La bozza, riporta l'agenzia Public Policy entra nel Consiglio dei ministri, previsto oggi (martedì 10 gennaio, ndr.) alle 18.30.

Verso la proroga: bozza decreto in Cdm

La notizia, circolata sulle agenzie, arriva nel giorno in cui operatori e lavoratori delle aziende produttrici di dispositivi medici hanno manifestato a Roma per chiedere l'abolizione del payback sanitario. Il meccanismo del payback sanitario è stato introdotto da un decreto Enti locali del 2015, durante il Governo Renzi, ma finora mai applicato. Il meccanismo prevede, appunto, che i fornitori di dispositivi medici (dai macchinari per eseguire le Tac alle singole garze e siringhe), nel caso in cui le Regioni abbiano superato i tetti di spesa per questi prodotti a loro imposti, siano obbligati "in solido" con la Regione a restituire parte dei pagamenti effettuati dalle stesse Regioni per l'acquisto dei prodotti medicali.
Il payback sanitario impone alle aziende produttrici di sistemi medicali la restituzione di importi pari al 50% della spesa in eccesso effettuata dalle Regioni rispetto al tetto del 4,4% della spesa pubblica previsto per i dispositivi medici. Praticamente, come ricorda Public Policy, tutte le Regioni hanno sforato tale tetto tra il 2015 e il 2018 e questo fa sì che il payback sanitario, oggi, costerebbe alle aziende fornitrici circa 2,2 miliardi di euro.


Aziende: circa l'80% delle piccole imprese rischiano la chiusura

Con l'entrata in vigore del decreto, il meccanismo sarà "congelato" e poi, "nelle intenzioni del Governo, revisionato". Un'ipotesi che non soddisfa il settore, come si apprende dalle parole del presidente di Confindustria dispositivi medici, Massimiliano Boggetti durante la manifestazione riportate da Sanità33: "Non c'è nulla sul tavolo che possa compensare neanche un pagamento parziale di quello previsto, la norma è sbagliata e non abbiamo le risorse per farlo. È un meccanismo che non può funzionare. Noi contribuiamo già in maniera sostanziale alla salute dei cittadini attraverso le nostre innovazioni, ma non lo possiamo fare anche con i nostri soldi. Toccherà alle regioni trovare le risorse per fornire la salute ai cittadini". In Italia infatti, rileva, "non c'è un problema di spesa in dispositivi medici fuori controllo, ma di sottofinanziamento del Servizio sanitario nazionale (Ssn). Senza la cancellazione della norma, gli ospedali avranno grandi problemi di approvvigionamento se le imprese del comparto falliranno e inoltre si avranno pesanti ricadute anche sull'assistenza tecnica degli strumenti installati negli ospedali e sulla fornitura di tecnologie di qualità".
Secondo le stime di Confindustria, "circa l'80% delle piccole imprese del nostro comparto (che solo oltre 5mila) rischiano la chiusura".

Assoram: una norma iniqua

In linea con le dichiarazioni di Boggetti anche Assoram che rappresenta gli operatori della distribuzione health che ha partecipato alla manifestazione nazionale contro il provvedimento. "È una norma iniqua - dichiara il Vicepresidente Carlo Mambretti, presente alla manifestazione. Le Regioni bandiscono gare che in totale superano il fondo sanitario a disposizione e le aziende vincitrici devono rimediare allo sforamento, ritrovandosi a dover ripianare addirittura il 50% dello scostamento dal tetto di spesa stabilito (4,4%)".
Il problema non riguarda solo le imprese. "Questa misura può avere serie ripercussioni sull'operatività del Sistema Sanitario - dichiara Mila De Iure, Direttore Generale dell'Associazione. Il nostro è un tessuto imprenditoriale costituito da poche aziende grandi e da tante medio-piccole; pretendere 2,2 miliardi in pochi mesi significa minarne la stabilità economica. In questo modo si rischia un'interruzione delle forniture agli ospedali e un netto calo della qualità del servizio ai pazienti".

TAG: DISPOSITIVI MEDICI, PAYBACK, AZIENDE FARMACEUTICHE

Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:

Seguici su Facebook! Seguici su Linkedin! Segui le nostre interviste su YouTube!

Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE

24/04/2026

Il nuovo corso dell’Università dell’Insubria partirà a Como ma gli ultimi due anni si svolgeranno a Busto Arsizio. L’Ordine teme ricadute sul ricambio professionale, mentre l’ateneo...

A cura di Redazione Farmacista33

23/04/2026

Il Conasfa invita a superare la contrapposizione sui numeri dello sciopero del 13 aprile e a concentrarsi sul clima lavorativo e sul malcontento dei collaboratori. Al centro la richiesta di riaprire...

A cura di Redazione Farmacista33

22/04/2026

L’ente previdenziale dei farmacisti approva il bilancio 2025: il totale dell’attivo raggiunge i 3,78 miliardi di euro, in crescita rispetto al 2024

A cura di Redazione Farmacista33

20/04/2026

Gli specializzandi in area sanitaria, tra cui i farmacisti ospedalieri, annunciano una mobilitazione il 24 maggio a Roma per denunciare criticità su retribuzione, borse di studio, cumulabilità dei...

A cura di Redazione Farmacista33

 
Resta aggiornato con noi!

La tua risorsa per news mediche, riferimenti clinici e formazione.

 Dichiaro di aver letto e accetto le condizioni di privacy

AZIENDE

Vitamin C Naturcomplex  in compresse masticabili

Vitamin C Naturcomplex in compresse masticabili

A cura di Aboca

Dopo 15 anni di programmi vaccinali in Europa, i dati confermano l’efficacia della vaccinazione contro il papillomavirus. L’ECDC segnala progressi nella prevenzione del tumore cervicale e nuove...

A cura di Cristoforo Zervos

 
chiudi

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)

Top