Allarme carenza di farmaci, Garattini: privo di fondamenti. Incrementare uso generici con obblighi prescrittivi. Egualia: no a obblighi, lesivi della libertà prescrittiva
Fa ancora discutere l'allarme sulla carenza di farmaci e se per Silvio Garattini presidente dell'Istituto Mario Negri, servirebbe una legge che renda obbligatoria la prescrizione del generico, per Egualia che rappresenta le aziende genericiste, eventuali obblighi prescrittivi sarebbero lesivi della libertà prescrittiva del medico. La replica all'ipotesi di modifiche normative avanzate da nasce dall'intervista a Garattini su La Stampa.
Garattini: allarme privo di fondamenti
Per Garattini, si legge sul quotidiano, l'allarme sulla carenza dei farmaci in Italia e "privo di fondamenti, ma se si vuole risolvere la questione servirebbe una legge che renda obbligatoria la prescrizione del farmaco generico. Sugli scaffali delle farmacie scarseggiano i farmaci con i nomi commerciali ma corrispettivi generici possono acquistare senza problemi ed è raro che esista un solo farmaco per una determinata indicazione. Sarebbe auspicabile una campagna informativa del ministero della salute che metta in chiaro come stanno le cose cioè che non c'è nulla da temere". Garattini ricorda che in Italia c'è una forte resistenza sui farmaci generici "sia da parte dei medici che dai pazienti" pertanto "soltanto il 40% appartiene alla categoria dei generici. Nel Regno unito siamo intorno al 60%, in Germania all'80%". E lancia una serie di proposte. Ai farmacisti suggerisce di "fare maggior ricorso ai farmaci generici anche a costo di rinunciare a maggiori guadagni assicurati da quelli commerciali". Propone di "cambiare l'attuale sistema nell'università dove si studiano i farmaci con il loro nome generico approvato dall'Organizzazione mondiale della sanità, quindi identico in tutto il mondo". Infine, "si potrebbe intervenire sui prezzi equiparando quelli dei farmaci generici a quelli dei prodotti a marchio delle case farmaceutiche ma è un'ipotesi che ritengo remota. Molto più percorribile la strada nell'elaborazione di una legge che rende obbligatoria la prescrizione del farmaco generico".
Egualia: no a obblighi prescrittivi. Le norme necessarie ci sono
In Italia, replica Enrique Häusermann presidente di Egualia, "esistono già tutte le norme necessarie a promuovere la prescrizione dei farmaci generici-equivalenti: sono state introdotte nel 2012 e nessuno le ha mai cambiate. Ipotizzare una nuova norma di legge che imponga l'obbligo di prescrivere il generico è inutile e dannoso. Sarebbe lesiva della libertà prescrittiva del medico - che autonomamente e sotto la propria responsabilità e con il consenso del paziente, opera le necessarie scelte professionali - e contrario a qualsiasi criterio di mercato basato sulla libera concorrenza, dunque inaccettabile per qualsiasi impresa farmaceutica".
"La materia - ricorda - è stata regolata dalla legge 135 e dalla legge 221 del 2012: quando il medico cura per la prima volta un paziente per una patologia cronica o per un nuovo episodio di patologia non cronica, per il cui trattamento sono disponibili più medicinali equivalenti è obbligato a indicare nella ricetta il principio attivo del medicinale e ha facoltà di facoltà di indicare nella ricetta anche la denominazione (di marca o generica) di uno specifico medicinale a base dello stesso principio attivo. L'indicazione è vincolante per il farmacista solo se il medico inserisce in ricetta la clausola di non sostituibilità o se il farmaco indicato abbia un prezzo pari a quello di rimborso, fatta comunque salva la diversa richiesta del cliente. Le norme sono chiarissime. Forse - conclude Häusermann - ne andrebbe monitorata meglio l'attuazione da parte dei prescrittori. E andrebbe fatta una campagna di informazione e sensibilizzazione indirizzata anche ai medici oltre che ai pazienti. Perché il problema dello scarso utilizzo dei generici-equivalenti in Italia ha radici esclusivamente culturali".
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A cura di Redazione Farmacista33
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