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17 Gennaio 2023

Carenza farmaci, ministro Schillaci: 30 sono davvero mancanti. Dannoso fare scorte


La comunicazione allarmistica sta spingendo a fare scorte creando così una carenza di rimbalzo, quando il problema di carenza davvero reale è su 30 medicinali

La comunicazione allarmistica sta spingendo a fare scorte quando il problema di carenza "davvero reale" è su 30 medicinali, quindi gli italiani possono stare tranquilli anche perché l'accaparramento del farmaco crea una "carenza di rimbalzo". Lo ha dichiarato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, in occasione della sua informativa sulla problematica delle carenze dei medicinali in Commissione Affari sociali alla Camera, confermando quanto già affermato nei giorni scorsi da Giorgio Palù presidente dall'Aifa.


Informativa del ministro: comunicazione allarmistica crea carenza di rimbalzo

"Bisogna constatare che la comunicazione allarmistica di questi giorni sta generando quella che tecnicamente si chiama carenza di rimbalzo: l'accaparramento del farmaco da parte dei pazienti, preoccupati di avere a disposizione una scorta di un prodotto che sembrerebbe a rischio, rafforza il picco di domanda, e crea ulteriori tensioni nell'approvvigionamento". Nell'informativa il ministro ha precisato che "il tema "carenza" non costituisce un argomento di nuova trattazione, ma un fenomeno che ricorre periodicamente" e ha ricordato che l'11 gennaio ha convocato un tavolo di lavoro permanente sull'approvvigionamento dei farmaci "per definire la reale entità del fenomeno e indicare proposte risolutive".


Picco stagionale e limitato ricorso agli equivalenti

Per la comprensione del fenomeno, occorre considerare che una sovrapposizione di fenomeni di natura diversa (aumenti di costi legati alla situazione internazionale, picco di domanda per i farmaci "stagionali", polarizzazione su poche molecole delle scelte terapeutiche proposte dai prescrittori per le malattie di stagione, coda delle difficoltà produttive legate alla pandemia da COVID-19) sta creando tensione nell'approvvigionamento di alcuni medicinali specifici, fondamentalmente antiinfiammatori, antinfluenzali e antibiotici".
Per il ministro però, questa difficoltà "giustamente sottolineata dagli operatori, non sarebbe direttamente riconducibile alle "carenze di farmaci", data l'ampia disponibilità di farmaci equivalenti sul mercato, ma il limitato ricorso agli equivalenti fa sì che venga invece collegata alla vasta lista di farmaci carenti" dell'Aifa.
Il ministro ha ribadito che "risultano presenti nell'elenco dei medicinali carenti, oltre 3.000 farmaci (tra farmaci carenti ed in cessata commercializzazione), per i quali è quasi sempre possibile ricorrere a equivalenti, o (nei rari casi in cui questi manchino) all'importazione dall'estero, o alla preparazione galenica". In particolare, di questi 3.000, circa 300 sono privi di equivalenti, e quindi inseriti nella lista dei prodotti "importabili su richiesta delle strutture sanitarie", invece, non sostituiti da altri farmaci alternativi, sono di fatto meno di 30 referenze, di cui peraltro non si discorre in questi giorni sui media".


Iniziative: comunicazione, revisione della lista, interventi strutturali

Visto il quadro corrente, ha annunciato Schillaci, "oltre a supportare le iniziative di comunicazione tese a chiarire la reale situazione delle carenze, si è già valutato di procedere, dopo questa fase di 'crisi mediatica', a una revisione dell'impianto della lista dei farmaci carenti, già discussa e concordata in sede di Tavolo Tecnico Indisponibilità presso l'Agenzia italiana del farmaco Aifa, con gli attori interessati: si provvederà ad espungere dalla lista principale tutti i farmaci di non significativa importanza. In questo quadro, sarà anche possibile definire e promuovere d'intesa con tutta la rete ulteriori iniziative formative e informative che aiutino ad aumentare l'accesso agli strumenti già disponibili (equivalenti, galenica, importazione). In prospettiva, inoltre, sono stati proposti anche altri interventi strutturali rispetto al tema degli aumenti di costi indotti dalla tensione internazionale: la rivalutazione dei prezzi dei farmaci al di sotto della soglia dei 5 euro, che sono a maggiore rischio di perdita di remuneratività, è ad esempio tra questi".

TAG: CARENZA DI FARMACI, FARMACI EQUIVALENTI, ORAZIO SCHILLACI

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