Antibiotico resistenza, Onu: tra le prime 10 minacce globali. Più attenzione a uso di prodotti chimici e disinfettanti
Onu: l'antibiotico-resistenza (Amr) è tra le prime 10 minacce globali per la salute, provocherà fino a 10 milioni di morti entro il 2050
L'antibiotico-resistenza (Amr) è tra le prime 10 minacce globali per la salute, provocherà fino a 10 milioni di morti entro il 2050 senza contromisure efficaci in una logica One Health che include anche una maggior attenzione all'ambiente, non solo attraverso una gestione sanitaria degli antibiotici ma anche nell'uso di un'ampia gamma di prodotti chimici e disinfettanti, che influenzano il microambiente. È l'allarme contenuto nel nuovo rapporto pubblicato dal Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (UNEP), "Bracing for Superbugs: Strengthening environmental action in the One Health response to antimicrobial resistance".
Onu evidenzia gli aspetti delle dimensioni ambientale
Il rapporto prevede un calo del prodotto interno lordo di almeno 3,4 trilioni di dollari all'anno entro la fine del decennio, spingendo circa 24 milioni di persone nella povertà estrema. L'analisi si concentra sulle ricadute per la salute degli animali e delle piante, sulla sicurezza alimentare e lo sviluppo economico conseguente alla resistenza agli antibiotici e fornisce prove inconfutabili che l'ambiente gioca un ruolo chiave nello sviluppo, nella trasmissione e nella diffusione della resistenza antibiotica. Il rapporto, spiega una nota delle Nazioni Unite, "mira a demistificare e svelare i diversi aspetti delle dimensioni ambientali della resistenza antimicrobica, offrendo una panoramica completa delle scoperte scientifiche sull'argomento. Fornisce prove concrete dell'importanza dell'ambiente nello sviluppo, nella trasmissione e nella diffusione della resistenza antimicrobica e mostra che le dimensioni ambientali della resistenza antimicrobica sono sfaccettate e la risposta si basa sulla collaborazione tra i settori".
In setting sanitari ampia gamma di prodotti chimici e disinfettanti
L'Amr è tra le prime 10 minacce globali per la salute, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS): nel 2019, circa 1,27 milioni di decessi a livello globale sono stati direttamente attribuiti a infezioni resistenti ai farmaci, complessivamente quasi cinque milioni di decessi sono stati associati all'Amr batterico e si prevede che entro il 2050 si verificheranno circa 10 milioni di decessi diretti in più all'anno, pari al numero di decessi causati a livello globale dal cancro nel 2020. I settori farmaceutico, agricolo e sanitario sono fattori chiave per lo sviluppo e la diffusione della resistenza antimicrobica nell'ambiente, insieme agli inquinanti derivanti da scarse condizioni igienico-sanitarie, fognature e sistemi di rifiuti urbani. Il rapporto richiama anche i settori chiave di assistenza sanitaria, "tra cui ospedali, strutture mediche e sanitarie comunitarie, case di riposo, strutture di ricerca e di insegnamento e farmacie, dove si utilizza un'ampia gamma di prodotti chimici e disinfettanti, influenzando il microambiente".
Cambiamento climatico, inquinamento e perdita di biodiversità
Inger Andersen, direttore esecutivo dell'UNEP, ha spiegato che la triplice crisi planetaria - cambiamento climatico, inquinamento e perdita di biodiversità - ha contribuito allo scenario attuale.
Il rapporto sottolinea che affrontare la resistenza antimicrobica richiede una risposta multisettoriale che riconosca che la salute delle persone, degli animali, delle piante e dell'ambiente sono strettamente collegate e interdipendenti. E tutto questo è in linea con il quadro One Health sviluppato dall'UNEP, dall'OMS, dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) e dall'Organizzazione mondiale per la salute animale (WOAH).
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A cura di Redazione Farmacista33
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