Riordino farmacie, Maccari (Commissione Affari Sociali): rivedere leggi del comparto e formulare testo unico
Riordinare e riorganizzare l'insieme delle norme e delle leggi che riguardano la farmacia per formulare una sorta di testo unico. Lo afferma Carlo Maccari, segretario della Commissione Affari Sociali
Riordinare e riorganizzare l'insieme delle norme e delle leggi che riguardano la farmacia, rivedendo quanto eventualmente superato e approfondendo gli aspetti più innovativi, secondo una prospettiva evolutiva di lungo periodo: «è uno degli obiettivi della mia agenda politica personale, da realizzare nel corso di questa legislatura, insieme ai colleghi farmacisti che siedono in Parlamento». A dirlo Carlo Maccari, segretario della XII Commissione Affari Sociali della Camera dei deputati, in una videointervista a Sanità33.
Riordino norme sulla farmacia in nuovo Testo unico
«Per la mia agenda politica personale» ha detto Maccari «ho un'ambizione: quella di utilizzare il periodo concesso da questa Legislatura, insieme ai colleghi farmacisti che siedono in Parlamento, per formulare una sorta di testo unico delle leggi sulla farmacia. Penso, infatti, sia giunto il momento di rimettere mano e riordinare le norme che riguardano il comparto, approfondimento gli aspetti» più innovativi e utili per il rilancio della sanità, espugnando quanto superato e «quanto non serve più». «La farmacia» e la sua evoluzione, infatti, vanno «proiettate» in un orizzonte temporale di lungo periodo, sviluppato sui «prossimi cinquant'anni. Dobbiamo trovare il coraggio di codificare» ruolo e funzioni di questo presidio di prossimità «nel modo più chiaro e più utile possibile».
Farmacia tra le poche realtà più attive sui fondi Pnrr
La farmacia, già oggi, è un punto di riferimento ormai imprescindibile e lo è, in primo luogo, per i cittadini: «L'Italia è un Paese caratterizzato da piccoli centri, mentre la grande città è presente solo in misura minoritaria». La capillarità e la prossimità di questo presidio hanno permesso di portare l'assistenza sanitaria in aree disagiate, contrastare il processo di desertificazione dei servizi e garantire il più possibile «un servizio uniforme». E, proprio in questo, la farmacia ha saputo «offrire ancora di più»: «pensiamo alla farmacia rurale, che ha colto appieno le opportunità del Pnrr, rispondendo in maniera molto attiva ai bandi per il finanziamento dei servizi più innovativi. In quelle realtà che stanno andando incontro a desertificazione e spopolamento, i cittadini possono trovare prestazioni quali holter cardiaco, elettrocardiogramma, e così via». In questo ambito, la spinta alla «digitalizzazione, frontiera dell'assistenza del futuro, anche per rispondere al processo di invecchiamento» è stata colta appieno.
I servizi innovativi vanno remunerati
Poi c'è il contributo alle politiche di sanità pubblica: «Il territorio, su cui occorre puntare, ha due cardini fondamentali: da un lato, i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, dall'altro, la farmacia. Si tratta di un sistema che è già strutturato e che, se ben coadiuvato e organizzato, può già fare la sua parte». Ma c'è un tema da affrontare: «i servizi vanno remunerati», non è pensabile fare altrimenti, soprattutto laddove implicano «l'utilizzo delle tecnologie». D'altra parte, quando vengono erogati dalle strutture sanitarie ospedaliere o ambulatoriali «i costi ci sono e sono più alti. A parte il tempo del professionista, vanno considerati tutte quelle voci indirette legate al funzionamento della struttura».
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A cura di Redazione Farmacista33
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