Ecm, dalla proroga al recupero crediti: le ultime novità. La spinta all’autoformazione
Crediti Ecm, le opzioni per recuperare quelli non accumulati. Opportunità per i farmacisti dall'autoformazione, nelle sue diverse modalità
Non solo per chi non avesse ottenuto tutti i crediti necessari c'è tempo fino a fine anno per mettersi alla pari con l'obbligo Ecm, ma è prevista una ulteriore possibilità di regolarizzare la posizione rispetto ai periodi passati, con la proroga del meccanismo del recupero dei crediti formativi per i trienni precedenti. E tra gli strumenti per assolvere l'obbligo sempre più rilievo ce l'ha l'autoformazione, che, per i farmacisti, prevede diverse modalità di utilizzo.
Prevista proroga per la possibilità di recuperare i crediti
L'intenzione espressa da più parti è quella di rendere l'Ecm sempre più flessibile e aderente alle necessità dei professionisti sanitari, superare la logica delle sanzioni, a favore di meccanismi di premialità, e valorizzare le esperienze sul campo. Diverse sono le novità di inizio anno entrate in vigore con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, l'altro ieri, del Decreto di conversione in legge del cosiddetto Milleproroghe, a partire innanzitutto dalla proroga della deadline per chi non avesse raggiunto i crediti richiesti dal fabbisogno formativo del triennio appena concluso (2020-2022). Come già ricordato, il nuovo triennio è partito ufficialmente dal primo gennaio, per concludersi, in maniera ordinaria, il 31 dicembre 2025. Ma fino a fine anno sarà ancora possibile acquisire eventuali crediti mancanti. L'altra importante novità - da dettagliare in un provvedimento della Commissione Ecm - riguarda l'ulteriore possibilità di regolarizzazione delle posizioni rispetto ai periodi passati. La misura, introdotta durante l'iter di conversione del decreto Milleproroghe, prevede di fatto una proroga del meccanismo del recupero dei crediti formativi, facendolo valere ancora per i trienni 2014-2016 e 2017-2019. «La certificazione dell'assolvimento dell'obbligo Ecm», si legge nel testo in Gazzetta, «per questi periodi potrà essere conseguita attraverso crediti compensativi definiti secondo provvedimento che dovrà emanare la Commissione nazionale della formazione continua». La necessità avvertita, non a caso, è quella di portare il numero più elevato possibile di professionisti a essere aderenti con il fabbisogno e di potenziare, al contempo, gli strumenti di flessibilità.
Più impulso all'autoformazione: cosa può fare il farmacista
Proprio in questa direzione, di rilievo è l'istituto dell'autoformazione, che per i farmacisti ha trovato un'ampia declinazione con diverse possibilità di utilizzo. L'autoformazione, fa il punto una recente circolare Fofi, eÌ disciplinata da alcune delibere della Commissione Ecm e dal Manuale sulla Formazione Continua del Professionista Sanitario (paragrafo 3.5). In particolare, al suo interno, è prevista «l'utilizzazione individuale di materiali durevoli e sistemi di supporto per la formazione continua preparati e distribuiti da Provider accreditati, nonché l'attività di lettura di riviste scientifiche, di capitoli di libri e di monografie non preparati e distribuiti da provider accreditati Ecm e privi di test di valutazione». Ricorrendo a tale modalità, «il professionista sanitario può acquisire crediti da autoapprendimento a seguito di una istanza di riconoscimento e in funzione dell'impegno orario autocertificato».
Tra le attività che danno crediti anche riviste e Banco farmaceutico
Ma un'importante tipologia di autoformazione, oltre a quelle specificate, è anche quella che può essere indicata direttamente dalle Federazioni e dagli Ordini, sulla base delle esigenze più specifiche relative alle diverse professioni. Su questo punto la categoria si è attivata sin da subito, definendo una serie di ipotesi aggiuntive. Queste comprendono, per citarne alcune, «"a partecipazione alle riunioni del Consiglio Nazionale o alle Assemblee degli iscritti nelle quali si trattano temi di aggiornamento professionale; la partecipazione a corsi/incontri/eventi/attività di aggiornamento professionale di vario tipo organizzati o promossi dalla Federazione (tra cui per esempio, FarmacistaPiuÌ, i cui eventi sono ancora fruibili online)», così come da «Società scientifiche e altri soggetti con esperienza in campo sanitario». In aggiunta, fa parte dell'autoformazione anche «la partecipazione agli organismi locali di vigilanza sulle farmacie; la lettura di pubblicazioni, riviste, NL ufficiali della Federazione e la partecipazione ad eventi di volontariato». Su questo ultimo punto, a essere ricordato è la partecipazione all'iniziativa Banco Farmaceutico, che si è recentemente conclusa e che «ha visto la partecipazione volontaria di migliaia di farmacisti», così come alle attività dell'Associazione Nazionale Farmacisti Volontari per la Protezione civile. Va ricordato comunque che i professionisti sanitari possono acquisire crediti tramite autoformazione con un limite massimo pari al 20% dell'obbligo formativo triennale individuale. Sul portale Cogeaps è attiva la funzione per inserire le richieste di riconoscimento dei crediti da autoapprendimento.
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A cura di Redazione Farmacista33
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