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07 Aprile 2023

Pensioni e uscita anticipata: requisiti e limiti delle nuove misure e le modifiche all’orizzonte


La Manovra 2023 ha previsto Quota 103 (emanate le istruzioni Inps), ma l'intenzione è di superarla. Ma forse sarà prorogata anche per tutto il 2024


Sono 779.791 le pensioni Inps con decorrenza nel 2022 e, di queste, quasi il 31% è riconducibile a trattamenti anticipati o prepensionamenti. I dati sono emersi dall'ultimo monitoraggio sui flussi di pensionamento condotto dall'Inps e sono tra quelli presenti all'interno del dibattito tra Governo e parti sociali sulle ipotesi di riforma pensionistica. Al momento, la Manovra 2023 ha previsto Quota 103 - di recente state sono state emanate le istruzioni dell'Inps -, ma l'intenzione è di superarla, anche se il confronto sta andando a rilento e non si esclude che possa essere prorogata anche per tutto il 2024.

Uscita anticipata: il dibattito aperto e le ipotesi sul tappeto

Una delle vie per andare in pensione in anticipo è Quota 103, che vede, quali requisiti per l'accesso, 62 anni di età anagrafica e 41 anni di contributi versati da maturare entro 31 dicembre 2023. La misura è prevista fino a fine anno, anche perché l'intenzione più volte espressa dal Governo è quella di procedere a una riforma complessiva del sistema pensionistico. Il confronto è ancora aperto, anche se di recente si è registrata una battuta d'arresto, soprattutto per il nodo delle coperture finanziare delle ipotesi sul tappeto. L'orientamento sembra essere quello di arrivare a definire un nuovo modello per la Manovra autunnale, ma non è tramontata la possibilità che Quota 103 venga prorogata nel 2024, anche per avere più tempo. Sul tappeto c'è l'ipotesi di Quota 41 - uscita con 41 anni di contributi, a prescindere dall'età -, che premierebbe i lavoratori precoci, ma, come osservato da un approfondimento sul Corriere, "secondo le stime dell'Inps costerebbe alle casse dello Stato più di 4 miliardi nel primo anno di attivazione, per salire fino a 75 miliardi nei dieci anni successivi". D'altra parte, allo stato attuale, secondo dati Inps, più di 3 trattamenti su 10 sono assegni anticipati o prepensionamenti.

Quota 103: requisiti, importi massimi erogabili e limiti

Intanto, secondo le previsioni dell'Ufficio parlamentare di bilancio, nel 2023 Quota 103 potrebbe interessare poco più di 41 mila lavoratori, per una spesa di oltre 2 miliardi nel triennio 2023-2025. Il sistema delle Quote si è dimostrato più funzionale per lavoratori con carriere stabili, e meno per donne e lavoratori discontinui. A ogni modo su Quota 103 sono di recente state pubblicate dall'Inps le istruzioni operative. La pensione può essere ottenuta trascorsi tre mesi dalla maturazione dei requisiti, con la prima finestra a partire dal primo aprile. Per i dipendenti pubblici, il primo termine è ad agosto, ma in ogni caso prima di vedere erogata la pensione devono passare sei mesi dalla maturazione del diritto. Anche in questo modello, fino al momento di maturazione della pensione di vecchiaia, non è possibile cumulare la pensione con i redditi da lavoro dipendente o autonomo - a eccezione dei redditi derivanti da lavoro autonomo occasionale nel limite di 5mila euro lordi annui. Per quota 103 inoltre è stato fissato un importo massimo mensile che non potrà superare cinque volte il trattamento minimo stabilito in ciascun anno - che per il 2023 è pari a 2.818,65 euro.

Il sistema a quote poco adatto a carriere discontinue

Ma che cosa succede alle precedenti modalità di uscita anticipata a quote? Come osservato dal Corriere Economia, non smette di avere effetti "Quota 100, introdotta con il decreto legge 4/2019 e in essere fino al 2021. La condizione è che il soggetto abbia maturato entro il 31 dicembre 2021 un'età anagrafica di 62 anni e una contribuzione di 38 anni. Possono essere sommati tutti i contributi delle Gestioni Inps, ma non con quelli delle casse professionali. Non si prevede alcuna penalizzazione nel calcolo, ma c'è un divieto di cumulo reddituale fino all'età della pensione di vecchiaia". Resta attiva anche Quota 102, la versione del Governo Draghi introdotta dal primo gennaio 2022 che "permette di accedere alla pensione anticipata con 64 anni di età e 38 di contributi. Scaduta a fine anno, resta valida nei prossimi anni, purché si siano raggiunti età e contributi entro il 2022".

Francesca Giani

TAG: PENSIONI, GOVERNO, INPS, MANOVRA FINANZIARIA

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