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20 Aprile 2023

Cuneo fiscale, incentivi ad assunzioni, contratti a termine: misure allo studio per Decreto Lavoro


Alcune misure sono già sul tavolo del Ministero del Lavoro, e potrebbero convergere nel cosiddetto Decreto lavoro, atteso nei prossimi Consigli dei ministri. Ecco cosa prevedono


Aumento del taglio del cuneo fiscale, modifica delle causali per prorogare oltre i 12 mesi i contratti a termine, incentivi per l'assunzione di giovani, in particolare Neet, semplificazione degli oneri burocratici per le imprese. Sono alcune delle misure sul tavolo del Ministero del Lavoro, che potrebbero convergere nel cosiddetto Decreto lavoro, atteso in uno dei prossimi consigli dei ministri.

Decreto lavoro: allo studio misure su occupazione giovanile

Un aspetto su cui sono in previsione misure, come dichiarato dalla Ministra del Lavoro Marina Calderone in una intervista di ieri al Corriere, è rappresentato dai giovani: «Nel Decreto lavoro di prossima uscita c'è da intervenire sull'apprendistato, che è necessario funzioni meglio per essere utile», così come «sull'ingresso nel mondo del lavoro dei giovani, sia agevolando l'incrocio domanda/offerta - che mai ha funzionato in modo uniforme sul territorio nazionale - sia incentivando le aziende ad assumere». In particolare, secondo le anticipazioni delle Agenzie sulla bozza di decreto, attesa in uno dei prossimi Consigli dei Ministri, dovrebbe essere "stabilito un incentivo rafforzato che prevede sgravi del 60% per i datori privati che assumeranno under 30 registrati al programma Iniziativa occupazione giovani. Varrà per 12 mesi per nuove assunzioni - a decorrere dal 1° giugno e fino a fine anno - a tempo indeterminato, anche a scopo di somministrazione, e per l'apprendistato professionalizzante. Sarà cumulabile con altri bonus - per esempio con l'esonero totale triennale previsto per le nuove assunzioni, comprese le trasformazioni di rapporti a termine, a tempo indeterminato di under 36 effettuate nel corso dell'anno 2023, prorogato dall'ultima legge di Bilancio -, anche se in misura ridotta e bisognerà fare domanda all'Inps. L'agevolazione sarà corrisposta mediante conguaglio nelle denunce contributive mensili. Si stimano 70mila nuove assunzioni e sarà coperto con 80 milioni di euro a valere sul programma operativo nazionale Iniziativa occupazione giovani".

Tra le ipotesi interventi sui contratti a termine e vincoli del decreto trasparenza

Anche l'ambito della contrattualizzazione sarà oggetto di misure: «un intervento», continua la Ministra, che ci proponiamo nel decreto lavoro, riguarda «i contratti a termine». Il decreto Dignità del 2018 aveva previsto che dopo un anno di contratto a termine scattasse l'assunzione a tempo indeterminato, a meno di rientrare nell'ambito di una delle causali - riferite per esempio a esigenze oggettive e temporanee di aumento dell'attività - e pagare lo 0,5% di contribuzione in più. In un'audizione al Senato di marzo, la Ministra aveva sostenuto come «una rigida tipizzazione legale delle causali possa rappresentare un limite per il sistema imprenditoriale e lavorativo del Paese», mentre è «la contrattazione che deve dire quali sono le esigenze temporanee che devono portare ad un rinnovo dei contratti a termine». Da qui le nuove causali che, secondo le dichiarazioni dei giorni scorsi, dovranno diventare più «accessibili»: si tratta di «specifiche esigenze previste dai contratti collettivi»; «specifiche esigenze di natura tecnica, organizzativa e produttiva»; «esigenze di sostituzione di altri lavoratori». C'è poi l'ipotesi che si possa estendere il contratto fino a 36 mesi, con un passaggio agli uffici territoriali del ministero del Lavoro.
Tra gli altri temi che verranno affrontanti - andando a intrecciarsi anche con i lavori del disegno di legge semplificazioni - c'è una riduzione degli «oneri burocratici, uno dei fardelli più pesanti nella gestione di un'azienda». In particolare, continua Marina Calderone, si guarda anche «alla semplificazione delle disposizioni del Decreto Trasparenza». Secondo le anticipazioni, le imprese, all'atto dell'assunzione, non saranno più tenute a consegnare i documenti finora richiesti sul rapporto di lavoro, ma potranno rimandare alla consultazione dei contratti.

Nuovo taglio al cuneo fiscale: si lavora per farlo partire a maggio

Il decreto lavoro, a ogni modo, potrebbe essere anche il veicolo per le misure annunciate sul taglio del cuneo fiscale (in alternativa, si è parlato di destinarle a un decreto a parte). Con la legge Bilancio 2022 è stato confermato il taglio del cuneo, al 2% per i redditi tra 25 mila e 35 mila euro, e al 3% per quelli inferiori ai 25 mila euro. Ora, le proposte sono di aumentarlo di un punto percentuale (4% per redditi fino a 25 mila euro e 3% fino a 35 mila) e, tra le ipotesi, c'è quella di far partire la misura da maggio, fino a dicembre. Alla base dovrebbero esserci i circa 3,4 miliardi di euro ricavati nelle pieghe del Def dalla differenza tra il deficit/Pil tendenziale (al momento al 4,35% del Pil) e quello programmatico (mantenuto al 4,5%, come nella precedente Nadef). Misure, comunque, che per i sindacati e Confindustria, come espresso durante le audizioni alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, non bastano.

Infine, il Decreto Lavoro dovrebbe prevedere anche la proroga dei cosiddetti contratti di espansione, per l'uscita anticipata dal lavoro.

Francesca Giani

TAG: MINISTERO DEL LAVORO, CONSIGLIO DEI MINISTRI, CUNEO FISCALE

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