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10 Maggio 2023

Reinfezione da Covid-19, stime e impatto sulla salute. Ecco cosa dicono le evidenze scientifiche


Un articolo su Nature fa il punto sui rischi a cui si va incontro con una nuova infezione da virus SARS-CoV-2. Ricercatori divisi sulla pericolosità di questa evenienza

A tre anni dall'inizio della pandemia, le persone si sono abituate, ormai, ai sintomi dell'infezione da virus SARS-CoV-2 e sanno che il Covid-19 resterà in circolazione. Molte persone, nel corso della pandemia, sono andate incontro a reinfezione. Un articolo su Nature, curato da Cassandra Willyard, ha fatto il punto sulle eventuali conseguenze per l'organismo a seguito di due o più infezioni da nuovo coronavirus.


Le stime sulla frequenza di reinfezioni

Gli esperti stimano che la maggioranza della popolazione mondiale sia stata infetta almeno una volta. Negli USA, alcune stime indicano, inoltre, che il 65% della popolazione è andato incontro a infezioni ripetute da virus SARS-CoV-2 e con gli anni i casi aumenteranno. Gli ultimi dati da diversi Paesi, invece, parlano di tassi dal 5% al 15%. Gli scienziati, dunque, si interrogano su quanto possano essere pericolose le infezioni ripetute, un punto su cui gli esperti sono divisi perché secondo alcuni il virus SARS-CoV-2 non causa niente di più di un comune raffreddore, specialmente per le persone vaccinate, mentre per altri, le infezioni ripetute causano danni duraturi o cambiamenti al sistema immunitario, con ripercussioni negative a livello di salute, nel lungo periodo.


L'impatto sulla salute delle reinfezioni

Quando si ha una reinfezione, il sistema immunitario sembra rispondere bene, andando ad eliminare il virus più velocemente, in media in cinque giorni, rispetto a una media di sette giorni per la prima infezione. Altri studi, poi, mostrano che le persone che sono state interessate da un'infezione lieve, la prima volta, a un'eventuale seconda infezione torneranno ad avere una malattia lieve e due ampi studi hanno mostrato che le reinfezioni tendono a essere meno rischiose rispetto a quella iniziale. Tuttavia, le reinfezioni non sembrano essere totalmente libere da rischi e coloro che sono più vulnerabili alla malattia grave durante la prima infezione continuano a esserlo nei casi di reinfezione, anche se i rischi di ricovero e decesso diminuiscono. Un altro ampio studio, invece, ha mostrato che infettarsi più volte mette più a rischio, dal momento che le persone con reinfezioni hanno il doppio di probabilità di morire e tre volte la probabilità di andare incontro a ricovero e di avere problemi cardiaci e trombi rispetto alle persone infettate una volta sola.


Reinfezioni, Long Covid e impatto sul sistema immunitario

Come indicano studi citati da Nature, gli ultimi dati evidenziano che il rischio di Long Covid si riduce con infezioni successive. Gli adulti, infatti, hanno un rischio del 4% di sviluppare Long Covid dopo una prima infezione, rischio che scende a 2,4% dopo una reinfezione, mentre per bambini e adolescenti il rischio di Long Covid dopo una prima infezione o dopo le successive resta più o meno stabile. Tutavia, per le persone che hanno già manifestato Long Covid, le reinfezioni sembrano aggravare i sintomi. In uno studio di quasi 600 persone con Long Covid, l'80% ha riferito che le reinfezioni hanno peggiorato almeno qualcuno dei sintomi e solo il 15% ha riferito che le reinfezioni non hanno avuto impatto sulle manifestazioni. Infine, per quel che riguarda il sistema immunitario, alcuni esperti pensano che anche i casi lievi di Covid-19 possano causare danni duraturi, che renderebbero le persone più suscettibili ad altre infezioni. Molti immunologi, tuttavia, pensano che le evidenze attuali non siano sufficienti a trarre conclusioni in questo senso e che i problemi ci sono solo per chi ha un'infezione grave, mentre per la gran parte delle persone che si riprende non ci sono segni che il virus causi un deficit immunitario duraturo.

Sabina Mastrangelo


Fonte:

Nature (2023) 616:650-652

TAG: COVID-19, LONG COVID, SISTEMA IMMUNITARIO

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