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31 Ottobre 2024La manovra 2025 introduce un nuovo sistema per il calcolo del cuneo fiscale, trasformando il taglio dei contributi previdenziali in detrazioni sull'imposta. Ecco come cambieranno le buste paga e quali fasce di reddito beneficeranno maggiormente dalle nuove detrazioni fiscali

Le novità in materia fiscale che introdotte dalla manovra di Bilancio, che però è attualmente in discussione, intervengono sul cuneo fiscale con effetti sugli stipendi dei lavoratori dipendenti. A fare i conti in tasca ai dipendenti italiani per il 2025 sono diverse testate di economia e l’associazione dei consumatori Altroconsumo.
Il cuneo fiscale, cioè la differenza tra il costo del lavoro lordo per il datore di lavoro e il netto percepito dal lavoratore, fino al 2024, si basava su una riduzione dei contributi previdenziali, soprattutto per i redditi bassi e medi, permettendo di aumentare il netto in busta paga. La nuova manovra di bilancio 2025 andrebbe a introdurre un approccio diverso che trasforma il cuneo fiscale in una detrazione sull’imposta e non più su contributi previdenziali. La nuova misura, spiegano alcuni economisti mira a “ridurre il carico fiscale sui lavoratori dipendenti con redditi complessivi fino a 40.000 euro. Questo nuovo “bonus” si calcolerà sull’imponibile fiscale e non più sulla riduzione di contributi.
Per i redditi da lavoro dipendente fino a 20.000 euro l’anno, il bonus in busta paga previsto è in una sorta di una somma calcolata in rapporto al reddito: 7,1% per i redditi fino a 8.500 euro, 5,3% tra 8.500 e 15.000 e 4,8% da 15.000 a 20.000.
Sopra i 20.000 euro si trasforma in una detrazione d’imposta di 1.000 euro che scende fino ad azzerarsi per i redditi sopra i 40.000 euro.
La novità della manovra 2025 andrebbe a segnare uno stop alla riduzione dei contributi previdenziali per le fasce di reddito basso e medio che nel 2024 consentiva significativi risparmi contributivi. Secondo quanto indicato dagli esperti, se nel 2024 i redditi fino a 35.000 euro potevano beneficiare di un taglio del contributo previdenziale, versando solo il 3,49% contro l’ordinario 9,49%, nel 2025, questo sconto non sarà più applicabile. Anche per i redditi fino a 25.000 euro nel 2024il contributo previdenziale era ridotto al 2,49% e anche questa riduzione sarà abolita nel 2025. Questo passaggio, spiegano gli esperti dell’associazione consumatori, impatta sul calcolo del reddito imponibile fiscale, cioè la base su cui si calcolano le imposte, che verrà ridotto.
Andando poi a esaminare quali fasce di reddito avranno benefici da queste misure, diverse testate di economia mostrano che ci saranno benefici per i redditi molto bassi (fino a 8.500 euro) rispetto al vecchio cuneo contributivo, con uno sconto annuo superiore a 600 euro (contro i 550 del cuneo contributivo).
La fascia di reddito tra 35.000 e 40.000 euro esclusa dal precedente cuneo contributivo, potrebbe accedere a una detrazione fiscale.
Il nuovo sistema di detrazione fiscale risulta, invece, meno vantaggioso rispetto al precedente sistema per i lavoratori con redditi medi (tra 20.000 e 35.000 euro). A titolo di esempio: un lavoratore con reddito annuo di 25.000 euro aveva un beneficio di circa 1.615 euro che con la nuova detrazione diventa di 1.000 euro.
Per i redditi superiori a 40.000 euro la situazione rimane simile a quella del 2024, con un effetto nullo per quanto riguarda le detrazioni.
Con la dichiarazione dei redditi 2026 si effettuerà il conguaglio per le detrazioni ricevute nel 2025 ed eventuali detrazioni in busta paga dovranno essere verificate in base al reddito complessivo del lavoratore.
Fonte:
https://www.altroconsumo.it/soldi/lavoro-pensione/news/stipendi-2025
https://www.economymagazine.it/ecco-come-il-nuovo-cuneo-fiscale-influenzera-gli-stipendi/
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