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22 Gennaio 2025La Federazione Parafarmacie Italiane, attraverso il suo rappresentante Davide Gullotta, ha espresso una posizione di forte contrarietà rispetto alla proposta di istituire la figura dell'Assistente di Farmacia

“Da farmacisti, e da farmacisti di parafarmacia, siamo profondamente contrari all'istituzione dell'assistente di Farmacia” è “la sconfitta definitiva della professione”. È la posizione espressa da Davide Gullotta, Presidente della Federazione Parafarmacie Italiane.
Secondo Gullotta, questa figura non risolve i problemi che affliggono il settore, ma anzi rappresenta l'ennesimo passo verso il depotenziamento del ruolo del farmacista. La critica si focalizza soprattutto sulla tendenza, negli ultimi anni, di attribuire competenze al luogo – ovvero alla farmacia – piuttosto che al professionista: “In questi anni, all'ingresso del capitale nella proprietà delle farmacie, alla legge sulla Farmacia dei Servizi che dà le competenze al luogo e non ai professionisti che vi lavorano, la professione di farmacista ha visto sempre più svilita la sua valenza”.
Tra le preoccupazioni principali c'è il rischio che la figura del farmacista venga ulteriormente svilita. “Abbiamo assistito a una gestione fallimentare che ha portato a nuove responsabilità per i farmacisti dipendenti, senza alcun riconoscimento professionale o economico adeguato", ha dichiarato Gullotta. “I farmacisti di parafarmacia per anni non hanno potuto dispensare farmaci di fascia C per motivi di sicurezza. Ora, si propone di affidare compiti analoghi a personale non farmacista, in un momento in cui la professione è già sotto pressione e priva di attrattiva per i giovani", ha aggiunto. “Dal Covid in poi, infatti, i farmacisti dipendenti in farmacia si sono trovati a doversi sobbarcare tantissime nuove competenze - gli esami in telemedicina, esami del sangue di prima istanza, tamponi e vaccini - ma a non avere nessun specifico riconoscimento professionale e/o aumento di stipendio”.
“Allo stato dell'arte è inutile chiedersi come mai oggi ci sono pochi farmacisti e una professione che in passato era ambita ora invece ha il problema della carenza di personale” e secondo Fnpi la soluzione al problema della carenza di farmacisti non risiede nell'introduzione di figure alternative, ma in una valorizzazione della professione.
Secondo Gullotta, è necessario investire su migliori retribuzioni, maggiori competenze e un riconoscimento concreto del lavoro svolto dai farmacisti, specialmente dopo gli sforzi sostenuti durante la pandemia.
"Questa è una follia che dimostra come la nostra professione sia stata gestita pensando esclusivamente agli interessi di pochi, a scapito di una delle più antiche e rispettate figure del sistema sanitario italiano”, ha concluso Gullotta, auspicando un ripensamento della proposta.
La Federazione Parafarmacie Italiane invita le istituzioni e gli ordini professionali a riflettere su questa decisione e a lavorare per un'inversione di rotta, che possa finalmente riportare il farmacista al centro della sua professione. “Auspichiamo che questa "soluzione" dell'Assistente di Farmacia sia accantonata e che si inverta la rotta tenuta fin ora, iniziando a valorizzare e a dare competenze al farmacista professionista e non alle mura”.
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