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28 Gennaio 2025Un ricerca della SDA Bocconi ha identificato tre profili di assistente di farmacia: assistente esecutivo, amministrativo e di punto vendita, ognuno con competenze specifiche. Obiettivo: liberare il tempo del farmacista e valorizzare la consulenza in farmacia

La riflessione sul profilo e ruolo professionale dell’Assistente di farmacia, diverso dall’Assistente farmacista, figura tecnica professionale che prevede una formazione con laurea breve ed è riconosciuto in Germania e in Svizzera, nasce dall’esigenza di liberare il tempo del farmacista che può essere dedicato alla consulenza riconosciuta come valore aggiunto della farmacia e che si concretizza come supporto al paziente non solo, tradizionalmente, nella scelta dei farmaci e sulla libera vendita, ma soprattutto nel contesto della farmacia dei servizi e di quelli previsti dalla nuova convenzione. Questa la riflessione che ha posto le premesse per uno studio condotto dalla SDA Bocconi e presentato in un convegno da Erika Mallarini direttrice del corso Management della Farmacia.
Secondo i dati presentati il 66,7% degli utenti chiede consiglio al farmacista, nel 76,5% il consiglio viene accettato e il 54% delle persone che lo accetta lo fa perché è il farmacista a consigliare quindi la scelta è sicura. Solo il 2% dice di no e il 41 dice di sì subito. Quello che cambiato però è il tempo al banco: se nel pre-covid il tempo medio era di circa 7 minuti, oggi è di circa 3 minuti. Un altro dato su cui riflettere è che il 92% delle persone che entra in farmacia fa acuisti programmati, il 3% acquista prodotti in sostituzione e il 5% in aggiunta su consiglio del farmacista. Se diminuisce il tempo diminuisce l’efficacia della consulenza”.
Secondo l’esperta “il problema è il tempo non la competenza del farmacista. Il tempo è la variabile in cui si crea un gap rispetto i risultati di performance che si vorrebbero ottenere”. Ma crea anche un’incoerenza rispetto ai percorsi di studi: “Il 70% del tempo del farmacista è dedicato ad attività diverse da quelle per cui si è formato. E questo è un aspetto che pesa sulle aspettative dei neolaureati”.
Da queste osservazioni nasce la riflessione sulla figura dell’assistente di farmacia che come ha sottolineato Mallarini, “non è la figura tecnica professionale che deve seguire una formazione triennale, riconosciuta in Germania e Svizzera”.
“La ricerca ha portato all'identificazione di 3 tipologie di Assistenti di farmacia, tre profili professionali che rispondono alle esigenze di tipi diversi di farmacie: l’assistente esecutivo, l’assistente amministrativo e l’assistente di punto di vendita”.
Assistente Esecutivo: supporta il titolare nella gestione organizzativa, amministrativa e finanziaria. Coordina comunicazioni interne ed esterne, gestisce fornitori, ordini e archiviazioni, e redige report e documenti. Pianifica il marketing, aggiorna sito e social, analizza dati e organizza campagne educative. Cura prenotazioni, turni, eventi, formazione del personale e sostituzioni. Fornisce assistenza generale e supporta la gestione economico-finanziaria, incluse rendicontazioni di DPC, Protesica e Servizi. La sua formazione prevede una laurea triennale in discipline gestionali o esperienza triennale ed è un ruolo che può essere rivestito da un farmacista.
Assistente amministrativo: supporta il titolare con mansioni di segreteria, gestendo e-mail, chiamate, corrispondenza, documenti e sistemi di archiviazione. Si occupa di fornitori, acquisti, gestione amministrativa di DPC e Protesica, marketing operativo e inventario. Coordina i turni, monitora le assenze del personale e organizza eventi e corsi di formazione. Fornisce assistenza generale e documenta i movimenti contabili, supportando la gestione finanziaria e la rendicontazione.
Assistente di punto vendita: supporta le attività della farmacia gestendo chiamate, archiviazione, apparecchiature e monitoraggio delle forniture. Si occupa di prenotazioni, accettazione servizi, gestione DPC e protesi, ordini, scorte e scaduti, oltre a preparare relazioni per il titolare. Cura marketing operativo, display, promozioni, canali social e attività di e-commerce o consegne a domicilio. Gestisce il personale, monitorando assenze, sostituzioni e aggiornando i database, e fornisce assistenza generale. Documenta infine i movimenti contabili.
“Osservando le attività di farmacie rurali sussidiate, ad esempio, emerge che il farmacista titolare è molto spesso oberato da attività burocratico, amministrativo, gestionali che non gli permettono di svolgere efficacemente la sua attività professionale. Difficile trovare, tra l'altro, farmacisti che non ci sono in quelle aree in cui operano queste farmacie. Più facile invece trovare una figura non laureata diplomata che, a seguito di un corso della durata di 3 mesi, formata queste attività e mansioni da svolgere, possa sgravare il farmacista da attività che non gli dovrebbero competere. Ciò consente anche alle farmacie più piccole di avere le condizioni per eventualmente erogare i servizi, utili in certe zone più ancora che nelle città metropolitane. Non si parla di togliere lavoro ai farmacisti, - conclude Mallarini - ma di metterli in condizione di fare i farmacisti”.
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