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17 Marzo 2025Il riconoscimento dell'incremento delle mansioni dei farmacisti dipendenti in termini di inquadramento e di adeguamento economico della retribuzione sono stati i temi al centro dell’ultimo incontro del 13 marzo

Il riconoscimento dell'incremento delle mansioni dei farmacisti dipendenti nell’inquadramento contrattuale e l’adeguamento economico della retribuzione sono stati i temi al centro dell’ultimo incontro del tavolo per la trattativa con Federfarma per il rinnovo del Contratto nazionale delle farmacie private, su cui le sigle sindacali di rappresentanza dei farmacisti hanno registrato una “distanza significativa”. Si tratta del sesto incontro della trattativa che proseguirà con un aggiornamento il prossimo 2 aprile.
Tra i temi chiave sul tavolo nell’incontro del 13 marzo, riporta la Filcams Cgil in una comunicazione ai lavoratori, il riconoscimento dell'incremento delle professionalità richiesto dall'evoluzione del sistema delle farmacie, che con la firma della nuova Convenzione ha recentemente raggiunto una stabilizzazione del quadro normativo.
Sulla classificazione e gli inquadramenti contrattuali, i sindacati registrano “ancora una distanza significativa” anche se ci sono stati “chiarimenti sulle posizioni reciproche, che – sottolinea Filcams - potrebbero, se adeguatamente interpretati da Federfarma, aiutare a costruire una soluzione mediata sostenibile per entrambi”.
Le sigle dei dipendenti hanno ribadito alcuni punti, sostenendo la “volontarietà e non obbligo nello svolgimento delle mansioni a carattere sanitario afferenti alla farmacia dei servizi; riconoscimento sia in termini di inquadramento che di retribuzione delle mansioni che si aggiungono a quelle tradizionali del farmacista; possibilità di crescita e articolazione dei ruoli professionali all'interno della struttura”.
Dal canto suo, riporta Filcams, “Federfarma ha aperto una riflessione possibile sulla definizione dell'ex livello Q2 più rispondente alla nostra richiesta in piattaforma (esigibilità e diversificazione organizzativa)”.
Sindacati dei farmacisti chiedono modifiche su reperibilità, turni notte e premi
Altro punto su cui non si è arrivati a una mediazione è lo stipendio dei farmacisti. Federfarma ha “esplicitato una primissima proposta di 120 euro, argomentandoli rispetto alla necessità di sostenibilità dell'aumento per le farmacie” che è stata unitariamente rigettata, “considerandola inutile rispetto all'avvio di una discussione sulla misura dell'aumento salariale” ma anche “mortificante” come sottolineato da una nota della sigla UilTucs che sottolinea che i farmacisti “in ben 12 anni hanno ricevuto 80 euro di aumento e che ancora oggi pagano il prezzo di un passato nel quale non sono stati considerati per l’importante ruolo professionale e sociale svolto dai farmacisti e da tutti coloro che operano dentro le farmacie”.
Da qui la richiesta a Federfarma “di rivedere in maniera sostanziale la propria posizione al riguardo, pena l'impossibilità di condurre una trattativa efficace e che possa effettivamente portare alla sottoscrizione di un accordo nazionale”.
“La discussione resta aperta – conclude la nota Filcams - pur considerando la distanza molto ampia con la nostra richiesta, che tiene conto della perdita di potere di acquisto dei salari, del riconoscimento dell'impegno professionale profuso in questi anni e dei dati di inflazione sviluppatisi durante la vigenza del contratto nazionale precedente. Resta confermata la prossima data di trattativa per il 2 aprile”.
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