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12 Giugno 2025Le sigle di rappresentanza dei farmacisti nella trattativa per il rinnovo del contratto nazionale hanno confermato quanto anticipato nei giorni scorsi con un comunicato stampa: una mobilitazione, con un percorso di iniziative previste su tutto il territorio dalle assemblee fino allo sciopero

La circolare interna dei sindacati di rappresentanza dei farmacisti nella trattativa per il rinnovo del contratto nazionale anticipata nei giorni scorsi è stata oggi divulgata attraverso un comunicato stampa che ripercorre quanto emerso dal coordinamento del 19 maggio: la decisione di una mobilitazione dei farmacisti, con un percorso di iniziative previste su tutto il territorio dalle assemblee fino allo sciopero, quale “unico strumento efficace per rivendicare” le richieste presenti nella piattaforma presentata al tavolo di confronto con Federfarma.
A determinare la rottura del confronto, ricordano le organizzazioni sindacali, è stata la posizione rigida e intransigente di Federfarma, che ha confermato l’offerta di soli 120 euro di incremento salariale complessivo per i prossimi tre anni di vigenza contrattuale, una proposta giudicata inadeguata dalle organizzazioni sindacali, che da mesi rivendicano aumenti dignitosi ancorati a indicatori certi, come l’inflazione e la perdita del potere d’acquisto.
La proposta economica, affermano Filcams, Fisascat e Uiltucs è “completamente scollegata dalla realtà economica del settore e dalle legittime aspettative di farmaciste, farmacisti e addetti delle farmacie private che ogni giorno garantiscono un servizio essenziale alla cittadinanza”. La distanza tra le parti non si mai colmata nel corso dei numerosi incontri svolti.
“In assenza di un cambiamento di rotta da parte datoriale – scrivono i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs – la mobilitazione è oggi l’unico strumento efficace per rivendicare un contratto dignitoso e all’altezza del lavoro svolto ogni giorno nelle farmacie. Per questo sarà fondamentale il coinvolgimento attivo di tutte le strutture territoriali e il massimo sostegno da parte delle lavoratrici e dei lavoratori del settore”.
Le sigle dopo la formale procedura di raffreddamento prevista dalla normativa vigente hanno individuato un percorso di iniziative: assemblee territoriali, sia a carattere regionale che provinciale, presidi territoriali e iniziative pubbliche, una grande assemblea nazionale di categoria, un pacchetto di ore di sciopero, articolato sia su base regionale/territoriale, sia su base nazionale, da calendarizzare nel rispetto della Legge 146/90; una campagna di comunicazione unitaria e coordinata, anche attraverso i social media, per informare e sensibilizzare lavoratori, lavoratrici e opinione pubblica.
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