Intelligenza artificiale
02 Settembre 2025Con un nuovo Statement of Policy la Fip ha stilato 8 articolate raccomandazioni per supportare l’integrazione dell’intelligenza artificiale (IA) nella pratica del farmacista con ricadute organizzative e professionali

Integrare l’intelligenza artificiale (IA) nella pratica del farmacista ha il potenziale di sostituire compiti operativi e ripetitivi in farmacia attualmente eseguiti dai farmacisti come l’inserimento manuale dei dati, i compiti amministrativi, i processi di fatturazione, la programmazione e la documentazione, nonché di ridurre potenzialmente gli errori. Un cambiamento che, se ben governato, permetterà di liberare tempo e risorse per attività a più alto valore aggiunto. Lo sostiene, fortemente e con il supporto di 8 articolate raccomandazioni, la Federazione Internazionale Farmaceutica (FIP) che ha pubblicato un nuovo Statement of Policy sull’integrazione dell’intelligenza artificiale (IA) nella pratica farmaceutica, delineando le opportunità e le sfide che questa tecnologia comporta per la professione del farmacista. Le raccomandazioni sono rivolte ai decisori politici, all’industria, ai farmacisti e alle organizzazionii di categoria
Secondo la FIP, questa trasformazione non deve essere vista come una minaccia, ma come un’occasione per ripensare la professione: “Ha il potenziale di sostituire compiti operativi e ripetitivi in farmacia, rendere ridondanti, quindi, alcuni compiti attualmente eseguiti dai farmacisti come l'inserimento manuale dei dati, i compiti amministrativi, i processi di fatturazione, la programmazione e la documentazione, riducendo potenzialmente gli errori”. E “questo creerà anche opportunità per i farmacisti di assumere ruoli più specializzati e focalizzati sul paziente. Prendendo l’iniziativa nel guidare questi cambiamenti e sviluppando nuove competenze, la forza lavoro farmaceutica può sfruttare l’IA piuttosto che competere con essa”.
Il documento mette in evidenza come l’automazione possa alleggerire i carichi amministrativi, permettendo ai farmacisti di concentrarsi su attività cliniche e consulenziali. “Questa integrazione aumenterà l’efficienza, migliorerà i risultati e trasformerà i ruoli dei farmacisti in posizioni più cliniche e consultive”, si legge nello statement. La “riprogettazione della forza lavoro”, però, dovrà avvenire con attenzione: “Richiede una pianificazione attenta per garantire che la soddisfazione lavorativa, l'equilibrio del carico di lavoro e l'autonomia e responsabilità dei farmacisti verso la fiducia del paziente, la sicurezza del paziente e gli standard etici siano preservati durante la transizione”.
Nella pratica clinica, l'IA sta già dimostrando il suo potenziale supporto ai farmacisti attraverso una gamma di applicazioni che eseguono analisi predittive che “possono identificare i pazienti ad alto rischio di non aderenza ai farmaci, reazioni avverse ai farmaci e/o riammissioni ospedaliere, consentendo ai farmacisti di intervenire proattivamente”.
Ma il punto centrale è la formazione: la FIP raccomanda di includere nei curricula universitari e nei programmi di aggiornamento professionale nozioni di intelligenza artificiale, analisi dei dati e salute digitale. “Promuovendo l’educazione e la formazione sull’IA, i professionisti possono essere ben equipaggiati per sfruttare le tecnologie IA in modo responsabile, efficace e innovativo”.
Per i farmacisti la formazione continua è vitale e i “programmi dovrebbero concentrarsi su applicazioni pratiche dell'IA come la gestione dei farmaci, il supporto decisionale clinico e il coinvolgimento del paziente. Promuovendo l'educazione e la formazione sull'IA, i farmacisti possono essere ben equipaggiati per sfruttare le tecnologie IA in modo responsabile, efficace e innovativo”.
In prospettiva, si aprono anche nuove opportunità di carriera: “Il ruolo in espansione dell’IA e i progressi nell’informatica clinica possono anche portare allo sviluppo di una nuova area di interesse per i farmacisti e una potenziale specializzazione farmaceutica”.
Per la Fip in questa nuova area di interesse i farmacisti possono collaborare con sviluppatori, clinici e team sanitari per allineare gli strumenti IA con le esigenze specifiche della farmacia, per esempio, proteggendo la sicurezza del paziente e l'integrità dei dati.
Ma è un’area in cui rientrano anche le terapie digitali, inclusi dispositivi e servizi abilitati all'IA regolamentati, così come applicazioni rivolte al paziente come piattaforme di informazioni mediche basate sull'IA generativa e strumenti di salute e benessere.
“È cruciale – commenta la Fip - considerare attentamente come i farmacisti possano essere integrati efficacemente nella prescrizione e monitoraggio di terapie digitali e strumenti diagnostici alimentati dall'IA”.
La FIP avverte, tuttavia, che l’IA non può operare senza il controllo dei professionisti: “Pertanto, i farmacisti devono sempre supervisionare e convalidare qualsiasi processo IA che sia correlato alla fornitura di assistenza sanitaria”. La supervisione umana rimane garanzia essenziale di sicurezza, etica e affidabilità dei servizi farmaceutici.
Con questi obiettivi la Fip ha reso pubbliche le raccomandazioni, FIP Statement of Policy, sul ruolo dell'IA in farmacia affinchè gli strumenti IA siano utilizzati per aumentare la produttività e migliorare la cura, in allineamento con i valori della professione farmaceutica e a beneficio dei pazienti e dei sistemi sanitari. Le raccomandazioni sono rivolte ai decisori politici, all’industria, ai farmacisti e a chi li rappresenta.
Nello specifico chiede ai professionisti di essere protagonisti della trasformazione della pratica supportata dall’intelligenza artificiale:
- Mantenersi costantemente aggiornati sulle tecnologie emergenti
- Collaborare con sviluppatori e team sanitari per garantire che gli strumenti rispondano a esigenze cliniche reali e partecipare in prima persona alla valutazione e all’implementazione delle soluzioni digitali.
- Restare responsabili delle decisioni, preservare riservatezza, autonomia e qualità dell’assistenza.
- Sviluppare nuove competenze, diventando esperti in informatica farmaceutica e facilitatori dell’integrazione tra innovazione tecnologica e pratica clinica.
- Incorporare gli strumenti di IA nei flussi di lavoro quotidiani, monitorarne le prestazioni, gestire i dati in modo sicuro e formare i team di farmacia all’uso consapevole di queste tecnologie.
Fonte
https://www.fip.org/press-releases?press=item&press-item=207
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