laurea abilitante
20 Marzo 2026Dall’accesso immediato alla professione agli elevati livelli di occupabilità, fino alle opportunità in industria, ricerca e farmacia territoriale: il corso di laurea in Farmacia si conferma tra i percorsi con maggiore spendibilità nel mercato del lavoro

L’elevata occupabilità e l’accesso immediato alla professione di farmacista rendono la laurea abilitante in Farmacia uno dei percorsi universitari con maggiore spendibilità nel mercato del lavoro sanitario. A evidenziarlo sono i dati citati dal coordinatore del corso di laurea dell’Università degli Studi della Basilicata, Luigi Milella, nella presentazione video del percorso formativo, che mettono in luce un inserimento professionale rapido e una pluralità di sbocchi occupazionali.
“Con il corso di laurea in farmacia, superiamo il 90% di occupabilità dopo il primo anno – afferma Milella. - Questo significa che farmacia è un corso di laurea che non conosce disoccupazione”. Un dato che, rispetto quadro generale dei laureati, evidenzia una forte capacità di assorbimento nel mercato del lavoro.
Tra gli elementi distintivi del percorso emerge il valore della laurea abilitante, che consente di ottenere contestualmente titolo accademico e abilitazione professionale. Un meccanismo che permette l’iscrizione immediata all’Ordine dei farmacisti e l’ingresso diretto nella professione, riducendo i tempi di transizione tra formazione universitaria e lavoro.
Le esperienze dei neolaureati nella prima sessione di laurea abilitante confermano l’impatto concreto di questo modello: “Ho trovato lavoro a meno di un mese dalla laurea abilitante in farmacia e attualmente rivesto il ruolo di direttore tecnico di un deposito farmaceutico”, racconta una delle laureate. “Il mio percorso di studi mi ha permesso di esercitare la professione di farmacista subito dopo aver conseguito la laurea. Infatti, attualmente ho già un contratto di lavoro presso una farmacia” riporta una collega.
Il modello si inserisce in un contesto in cui la figura del farmacista è sempre più centrale nel sistema salute, anche per il ruolo crescente della farmacia dei servizi e per l’integrazione nella sanità territoriale come presidio di prossimità.
Il percorso formativo, sottolinea la presentazione, prepara professionisti in grado di operare lungo tutte le fasi del ciclo del farmaco, dalla progettazione alla produzione fino al controllo. Accanto alla farmacia di comunità, si aprono opportunità nell’industria farmaceutica, nella ricerca scientifica, nell’insegnamento e negli enti pubblici, oltre al ruolo di informatore scientifico del farmaco.
Una pluralità di sbocchi che trova conferma anche nei percorsi post-laurea: “Ho proseguito il mio percorso di studi con un dottorato di ricerca e ancora oggi lavoro presso questo ateneo come assegnista”, riferisce un’altra ex studentessa, sottolineando anche le opportunità di formazione internazionale durante il percorso.
A rafforzare il profilo dei laureati contribuisce anche la dimensione internazionale del corso. “Abbiamo oltre 20 accordi con sedi internazionali sia a livello europeo, sia a livello extraeuropeo, oltre oceano in America oppure in Inghilterra”, sottolinea Milella, evidenziando come questo abbia consentito all’ateneo di collocarsi “nella fascia alta tra le università italiane”.
Le opportunità di mobilità sono estese: “Durante il corso di laurea si possono trascorrere fino a 24 mesi all’estero, un’esperienza che consente di acquisire competenze avanzate e aumentare la competitività anche in contesti internazionali” aggiunge Milella.
“Se dovessi suggerire a uno studente dove iscriversi, gli direi di seguire sicuramente le sue passioni, ma di guardare soprattutto al mondo del lavoro - osserva Milella. - Con una importante possibilità occupazionale, farmacia senz'altro può essere una scelta vantaggiosa per chi ha una passione, una spiccata propensione per l'ambito sanitario”.
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