farmacia dei servizi
03 Giugno 2026Presentato a Roma il nuovo Manuale operativo per l'erogazione dei servizi sanitari in farmacia della Fofi. Il documento offre indicazioni pratiche su responsabilità professionali, organizzazione dei servizi, gestione dei processi e competenze richieste al farmacista nel nuovo modello di assistenza territoriale.

Il farmacista moderno non è più soltanto un esperto del farmaco ma può essere definito un "knowledge worker della salute", professionista chiamato a integrare competenze cliniche, digitali e comunicative e ad assumere responsabilità sempre più ampie nell'erogazione dei servizi sanitari. È una delle definizioni contenute nel nuovo Manuale operativo per l'erogazione dei servizi sanitari in farmacia della Fofi, presentato oggi a Roma e reso disponibile ai farmacisti, che dedica ampio spazio alle responsabilità professionali e alle competenze richieste dal nuovo modello di farmacia dei servizi. Una definizione che fotografa l'evoluzione della professione ben oltre la tradizionale attività di dispensazione del farmaco. Vaccinazioni, telemedicina, screening, supporto alla cronicità e test richiedono infatti non solo nuove competenze tecniche, ma anche capacità organizzative, gestionali e relazionali, insieme a un sistema di responsabilità professionali che coinvolge aspetti civili, penali, amministrativi e deontologici.
L'ampliamento delle attività svolte in farmacia ha comportato un'estensione del perimetro delle responsabilità professionali. La farmacia, sottolinea il Manuale "non è più solo luogo di dispensazione del farmaco, ma opera oggi come presidio sociosanitario di prossimità" e il farmacista è chiamato a garantire elevati standard organizzativi, professionali e di sicurezza nell'erogazione dei servizi.
Nello svolgimento di tali attività il farmacista è "tenuto al rigoroso rispetto delle leggi, dei regolamenti, dei protocolli operativi e delle disposizioni convenzionali vigenti", assumendo "specifiche responsabilità di natura civile, penale, amministrativo convenzionale e deontologica". Non si tratta quindi soltanto della corretta esecuzione della prestazione, ma dell'intero sistema organizzativo che la rende possibile e sicura.
Sul piano civilistico, il farmacista risponde degli eventuali danni causati al paziente per negligenza, imprudenza o imperizia nell'erogazione di un servizio sanitario. Il manuale richiama espressamente la Legge Gelli-Bianco sulla responsabilità professionale sanitaria e il sistema di obblighi assicurativi previsto per le professioni sanitarie, evidenziando come coperture assicurative adeguate e corretta gestione del rischio professionale siano ormai elementi strutturali dell'attività.
Accanto alla responsabilità civile rimane quella penale, che può emergere nei casi in cui errori, omissioni o comportamenti non conformi producano conseguenze rilevanti per la salute del paziente. Il documento richiama inoltre la responsabilità deontologica, che continua a fondarsi sui principi di tutela della salute, correttezza professionale, appropriatezza e centralità del paziente.
Uno degli aspetti più operativi riguarda le responsabilità amministrativo-convenzionali connesse all'erogazione dei servizi nell'ambito del rapporto con il Servizio sanitario nazionale. La Fofi ricorda che il farmacista è "tenuto a erogare i servizi solo se in possesso dei requisiti previsti, nel rispetto delle procedure operative, delle modalità di registrazione e rendicontazione, nonché delle tariffe e dei rimborsi stabiliti". Il rispetto dei requisiti strutturali, organizzativi, strumentali e formativi diventa quindi una condizione essenziale per l'erogazione delle prestazioni.
Il documento evidenzia inoltre il ruolo delle Aziende sanitarie locali nelle attività di vigilanza e controllo. Le violazioni delle disposizioni convenzionali possono comportare sanzioni amministrative e, nei casi più gravi, arrivare fino alla sospensione o alla risoluzione della convenzione. Il messaggio che emerge è che la farmacia dei servizi richiede "un approccio altamente professionale e responsabile", nel quale aggiornamento continuo, rispetto dei protocolli, corretta organizzazione e adeguata copertura assicurativa rappresentano condizioni essenziali per garantire sicurezza, qualità ed efficacia delle prestazioni.
Nel documento vi è anche il riconoscimento delle competenze organizzative e gestionali come parte integrante del profilo professionale del farmacista. La premessa è che la qualità dell'assistenza offerta in farmacia non dipende soltanto dalle competenze cliniche ma anche dalla capacità di "pianificare le attività, gestire il tempo, coordinare le risorse disponibili e migliorare in modo sistematico i processi interni". L'obiettivo è trasformare le singole prestazioni in servizi strutturati, continuativi e sostenibili nel tempo.
In questa prospettiva il farmacista assume anche una funzione di coordinamento organizzativo. Le competenze manageriali vengono considerate necessarie per governare attività sempre più articolate, assicurare continuità operativa, organizzare il lavoro del team e integrare i servizi nella normale attività della farmacia.
Non a caso il documento richiama il modello promosso da Organizzazione mondiale della sanità e Fip-Federazione internazionale farmaceutica, nel quale la dimensione manageriale è riconosciuta come parte integrante del profilo professionale e il farmacista è chiamato a svolgere anche una "funzione di governo operativo dei servizi".
L'erogazione dei servizi non si esaurisce nella prestazione. Un altro elemento che emerge dal documento è la necessità di sviluppare capacità di monitoraggio e valutazione. Tra gli obiettivi individuati figura, infatti, quello di "stimolare l'adozione di strumenti di monitoraggio e valutazione, per garantire efficacia, trasparenza e miglioramento continuo dei servizi offerti".
La valutazione dei risultati diventa quindi parte integrante dell'attività professionale. Non basta offrire un servizio: occorre verificarne qualità, appropriatezza, efficacia e capacità di rispondere ai bisogni dei cittadini, anche attraverso la raccolta e l'analisi dei dati generati dalle attività assistenziali.
La farmacia viene descritta come un nodo della rete territoriale e non più come un presidio isolato.
Il documento evidenzia che la farmacia opera all'interno di un sistema coordinato con medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, specialisti, infermieri di comunità e strutture sanitarie del territorio. La capacità di collaborare con altri professionisti sanitari diventa quindi una competenza essenziale.
La diffusione di servizi come telemedicina, screening e presa in carico della cronicità richiede infatti la condivisione di informazioni, la conoscenza dei percorsi assistenziali e la capacità di inserirsi efficacemente all'interno di modelli multiprofessionali di cura.
Il profilo delineato dal manuale supera anche la tradizionale immagine del farmacista come semplice esperto del farmaco. L'evoluzione dei servizi e l'integrazione con la sanità territoriale richiedono infatti una crescente capacità di utilizzare e interpretare informazioni cliniche, soprattutto nei percorsi che coinvolgono telemedicina, monitoraggio dei pazienti e collaborazione con altri professionisti sanitari.
Parallelamente assume maggiore rilievo il ruolo educativo del farmacista. Il documento lo descrive come un professionista della salute che accompagna il cittadino nel percorso di cura attraverso la verifica dell'appropriatezza terapeutica, il counselling personalizzato, l'educazione sanitaria e il supporto alla gestione delle patologie croniche. Si tratta di competenze che incidono direttamente sull'aderenza terapeutica, sulla prevenzione e sulla capacità del paziente di partecipare consapevolmente ai percorsi di cura.
Uno dei messaggi più netti contenuti nel documento riguarda la trasformazione delle competenze digitali da elemento aggiuntivo a componente strutturale della professione.
La Fofi afferma infatti che le competenze digitali rappresentano "requisiti operativi essenziali e non più accessori". La digitalizzazione investe oggi la gestione dei dati sanitari, l'interazione con le piattaforme del Servizio sanitario nazionale, il Fascicolo sanitario elettronico, i sistemi di rendicontazione delle prestazioni e l'erogazione dei servizi di telemedicina.
Accanto alle competenze tecniche viene richiamata anche l'esigenza di garantire la sicurezza informatica e la protezione dei dati sanitari, aspetti che assumono un ruolo sempre più rilevante nella gestione quotidiana della farmacia.
Il manuale attribuisce infine un ruolo centrale alle competenze relazionali e comunicative. La farmacia viene definita "un luogo di relazione" nel quale accessibilità e fiducia rappresentano elementi distintivi dell'attività professionale.
Per questo le competenze comunicative assumono un ruolo centrale "nel rapporto diretto con il cittadino", "nella collaborazione all'interno della farmacia" e "nei rapporti con gli altri professionisti sanitari, in un'ottica di integrazione interprofessionale e continuità assistenziale".
La capacità di comunicare in modo efficace non viene quindi considerata una semplice attitudine personale, ma una competenza professionale che contribuisce direttamente alla qualità dei servizi, alla comprensione delle terapie e all'aderenza ai trattamenti.
Fonte:
https://www.fofi.it/doc_fofi/manuale_servizi.pdf
ph.cr. magnific
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