farmacisti
10 Giugno 2026I sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil dell'Umbria hanno proclamato presidi davanti alle prefetture di Perugia e Terni per sollecitare il rinnovo dei contratti nazionali delle farmacie private e comunali. Al centro della protesta il mancato riconoscimento economico e professionale dei farmacisti

I farmacisti dipendenti delle farmacie private e comunali dell'Umbria tornano a manifestare, unendo simbolicamente le vertenze per chiedere il rinnovo dei rispettivi contratti nazionali “diversi ma con gli stessi problemi” come sottolineano le sigle sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil dell’Umbria. “I farmacisti – ribadiscono - chiedono dignità professionale, salari adeguati, e contratti all’altezza del ruolo che ogni giorno svolgono al servizio dei cittadini”.
I presidi sono in programma giovedì 11 giugno davanti alle prefetture di Perugia e Terni: a Perugia prenderà il via alle 10 in piazza Italia, mentre a Terni l'orario è ancora in via di definizione. Nel corso della giornata i rappresentanti sindacali chiederanno di essere ricevuti dai prefetti per illustrare le ragioni della protesta e le criticità che interessano migliaia di farmacisti dipendenti.
La protesta coinvolge sia i farmacisti dipendenti delle farmacie private aderenti a Federfarma sia quelli delle farmacie speciali e comunali aderenti ad Assofarm. Per il comparto privato la mobilitazione arriva dopo due giornate di sciopero nazionale già effettuate, il 6 novembre e il 13 aprile, contro il mancato rinnovo del Ccnl Federfarma, scaduto nell'agosto 2024. Per i lavoratori delle farmacie comunali e speciali, invece, è già stato proclamato uno sciopero nazionale per il prossimo 17 giugno a fronte del mancato rinnovo del contratto scaduto a dicembre 2024.
Secondo Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, la situazione è diventata “ormai non più sostenibile” sul piano salariale, professionale e contrattuale. Le organizzazioni sindacali denunciano infatti “l’assoluta insufficienza delle proposte avanzate dalle associazioni datoriali. Le proposte economiche presentate non garantiscono alcun reale recupero del potere d’acquisto perso a causa dell’inflazione e non riconoscono adeguatamente il valore professionale assunto oggi dalle farmaciste e dai farmacisti con l’evoluzione della cosiddetta farmacia dei servizi”.
Nel mirino dei sindacati c'è anche l'ampliamento delle attività richieste ai farmacisti negli ultimi anni. «Nelle farmacie sono aumentate in maniera significativa le attività sanitarie svolte: vaccinazioni, test diagnostici, telemedicina, attività di presa in carico sanitaria e nuove prestazioni professionali che comportano maggiori responsabilità, incremento del rischio biologico e un ruolo sempre più centrale nel sistema sanitario territoriale», spiegano le organizzazioni sindacali.
Per questo motivo Filcams, Fisascat e Uiltucs ritengono “inaccettabile che, mentre alle farmacie viene richiesto un ruolo sempre più strategico nel sistema sanitario nazionale, ai lavoratori continuino a essere richieste maggiori competenze, maggiori responsabilità e nuove attività senza un adeguato riconoscimento economico, professionale e normativo”.
Le iniziative dell'11 giugno, sottolineano infine i sindacati, vogliono rappresentare un momento di convergenza tra le due vertenze aperte nel settore: “Le iniziative dell’11 giugno vogliono unire simbolicamente e concretamente le vertenze aperte nelle farmacie private e nelle farmacie comunali: due contratti diversi, ma gli stessi problemi”.
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