Tumore polmone, rimborsabile farmaco per trattamento di prima linea
Rimborsabile farmaco in Italia per il trattamento, anche in prima linea, del tumore del polmone. Si tratta di un inibitore della tirosin chinasi di terza generazione
Da oggi è rimborsabile in Italia dal Servizio sanitario nazionale anche in prima linea osimertinib, inibitore della tirosin chinasi (Tki) di terza generazione per il trattamento del tumore del polmone non a piccole cellule (Nsclc) localmente avanzato o metastatico con mutazioni del recettore del fattore di crescita epidermico (Egfrm). Lo rende noto AstraZeneca sottolineando come la molecola sia in grado di agire sia a livello delle mutazioni sensibilizzanti di Egfr sia a livello della mutazione di resistenza T790M, dimostrando inoltre una importante attività clinica a livello delle metastasi a carico del sistema nervoso centrale. La molecola, già disponibile in Italia per il trattamento in seconda linea dei pazienti con Nsclc Egfrm, aveva già ricevuto l'approvazione in oltre 70 paesi, tra cui Stati Uniti, Giappone e Ue, per il trattamento di prima linea. Osimertinib, continua la nota, è attualmente in fase di studio come terapia nel setting adiuvante (studio Adaura), nel setting della malattia localmente avanzata non resecabile (Laura) e in combinazione con la chemioterapia (Flaura2) e con altri potenziali nuovi farmaci (Savannah, Orchard).
«La rimborsabilità di osimertinib per il trattamento di prima linea del tumore del polmone non a piccole cellule con mutazione di Egfr è il frutto dei risultati dello studio Flaura nel quale, per la prima volta, una terapia ha dimostrato un vantaggio così importante in termini di sopravvivenza globale e sopravvivenza libera da progressione. Questo riconoscimento conferma il posizionamento di osimertinib come nuovo standard di trattamento in questo setting» sottolinea Filippo de Marinis, direttore della Divisione di oncologia Toracica all'Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano. «Un importante traguardo per i pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule con mutazione di Egfr» aggiunge Silvia Novello, ordinario di Oncologia medica al Dipartimento di oncologia dell'Università di Torino e presidente di Walce, «che potranno dunque accedere a questo trattamento subito dopo la diagnosi con benefici in termini di sopravvivenza ma anche di sicurezza e tollerabilità, elementi importantissimi per la qualità di vita dei pazienti».
Il consumo elevato di alimenti ultra-processati è stato associato a malattie infiammatorie intestinali, sindrome dell’intestino irritabile, steatosi epatica metabolica e alcune neoplasie...
Una revisione della letteratura e uno studio clinico suggeriscono che la supplementazione con polifenoli potrebbe contribuire a ridurre la gravità della dermatite atopica. Per il farmacista si apre...
Le fibre alimentari potrebbero aiutare a gestire alcuni degli effetti gastrointestinali associati agli agonisti del recettore del GLP-1 e contribuire al mantenimento del peso dopo la sospensione...
Uno studio su donne con obesità rileva carenza o insufficienza di vitamina D in oltre otto casi su dieci. Nelle donne in post-menopausa, livelli più bassi della vitamina sono associati a maggiore...
A cura di Sabina Mastrangelo
Resta aggiornato con noi!
La tua risorsa per news mediche, riferimenti clinici e formazione.
Dichiaro di aver letto e accetto le condizioni di privacy
Il Censis pubblica la classifica delle università 2026/2027. Roma Tor Vergata è al primo posto dei corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Farmacia e Farmacia industriale seguita da Torino e...