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28 Luglio 2020

Emicrania: disponibile in Italia farmaco che previene gli attacchi. Rimborsato da Ssn


Fremanezumab, anticorpo monoclonale anti-Cgrp per la prevenzione di emicrania e cefalea, è rimborsato dal Sistema sanitario nazionale. Tutti gli effetti del mal di testa sulla quotidianità delle persone

Dal 21 luglio l'anticorpo monoclonale anti-Cgrp, fremanezumab, sviluppato per la prevenzione attacchi mensili di emicrania e cefalea è rimborsato dal Sistema sanitario nazionale limitatamente alle prescrizioni effettuate tramite registro da centri per la diagnosi e la terapia delle cefalee individuati dalle Regioni. Lo rende noto Teva Italia azienda che lo ha sviluppato. Fremanezumab appartiene alla nuova classe di farmaci in grado di bloccare il Cgrp (peptide correlato al gene della calcitonina), una piccola proteina che gioca un ruolo importante nella genesi degli episodi di emicrania. Si tratta dell'unico anti-Cgrp con un doppio regime di somministrazione sottocutanea - mensile o trimestrale - e la sua efficacia è dimostrata sia nelle forme episodiche di emicrania (Ee, quando il mal di testa si manifesta per meno di 15 giorni al mese) sia in quelle croniche (Ec, quando il mal di testa è presente per 15 o più giorni al mese), anche nei pazienti considerati refrattari agli altri trattamenti preventivi.

Si interviene selettivamente su uno dei meccanismi centrali

«Nessuno dei trattamenti utilizzati finora a scopo preventivo è stato sviluppato espressamente per agire sulle cause dell'emicrania. Ora, invece, abbiamo la possibilità di intervenire selettivamente su uno dei meccanismi centrali coinvolti nella genesi della malattia - sottolinea Piero Barbanti, direttore dell'Unità cefalee e dolore dell'Irccs San Raffaele di Roma e presidente eletto dell'Associazione neurologica italiana per la Ricerca sulle cefalee - Anircef. «Negli studi clinici Halo condotti verso placebo - continua Barbanti - il 48% circa delle persone con emicrania episodica ed il 41% circa dei pazienti con emicrania cronica trattati mensilmente con fremanezumab hanno visto almeno dimezzare il numero di giorni mensili di emicrania. Anche nei soggetti che avevano in precedenza fallito diverse terapie preventive, valutati nell'ambito dello studio clinico Focus, fremanezumab ha dimostrato di poter evitare, in media, circa 4 giornate al mese di emicrania già dopo 30 gg di trattamento. Inoltre, in un terzo di questi pazienti così difficili, il numero di giorni mensili di emicrania è risultato più che dimezzato dopo 3 mesi di terapia». La nota sottolinea che benefici di fremanezumab risultano evidenti già a una settimana dall'inizio del trattamento e sono mantenuti nel tempo, come dimostra lo studio clinico di estensione a lungo termine, a fronte di una ottima tollerabilità. «Non meno importante - prosegue Barbanti - dagli studi clinici emerge la riduzione del numero di analgesici assunti e dei sintomi legati all'emicrania (nausea, vomito, fotofobia e fonofobia) e, di conseguenza, della disabilità legata alla malattia».

Impatto del mal di testa sulla quotidianità delle persone

Attraverso un'indagine "A deep dive into migraine", voluta da Teva, è stato documentato l'impatto dell'emicrania sulla quotidianità delle persone. Tramite community web, focus group, e smart phone diary, sono state raccolte testimonianze video prodotte dai pazienti stessi. Gli effetti dell'emicrania sono stati indagati in 4 diversi ambiti: nella sfera privata, in quella pubblica, nella percezione del giudizio degli altri e nel tipo di approccio/reazione nei confronti della malattia. Sono 4 anche i principali tipi di impatto messi in evidenza: limitazione, isolamento, senso di colpa, difficoltà nella progettualità. «Il senso di colpa e l'impossibilità di fare progetti sono temi centrali della vita delle persone emicraniche, come mette bene in evidenza questa indagine», osserva Simona Sacco, professore ordinario di Neurologia presso l'Università dell'Aquila -. Un aspetto da non sottovalutare, infatti, è l'angoscia di chi vive costantemente nel timore della prossima crisi, spesso avendo già tentato diversi farmaci con effetti collaterali che rendono la quotidianità non sempre semplice. La ricerca del farmaco in grado di prevenire o ridurre gli attacchi è, in genere, un'esperienza estenuante e negativa. Ora possiamo fare in modo di abbreviare questo percorso e offrire una nuova soluzione terapeutica ai bisogni insoddisfatti di molti pazienti». «Ogni giorno Teva è impegnata per migliorare la vita delle persone e da sempre lavora a fianco dei clinici per rispondere ai bisogni ancora insoddisfatti dei pazienti" afferma Roberta Bonardi, Senior Director Bu Innovative e Gm Grecia Teva - .Si stima che meno del 30% dei pazienti con emicrania riesca a gestire la sua condizione. Oggi la disponibilità di fremanezumab, farmaco altamente selettivo e specifico, sviluppato proprio per la prevenzione dell'emicrania, rappresenta, per quei pazienti che rientrano nei criteri stabiliti dall'Agenzia italiana del farmaco, un importante avanzamento per migliorare la loro vita unendo la capacità di prevenzione della malattia con una sensibile diminuzione della disabilità legata ai sintomi. Il tutto con una peculiare flessibilità nella somministrazione, mensile o trimestrale. Un passo in avanti per chi soffre di questa patologia, che deve essere accompagnato da una maggiore conoscenza e consapevolezza, per seguire il giusto percorso diagnostico terapeutico».

TAG: CEFALEA, EMICRANIA, ANTICORPI INIETTABILI MIRATI AL PEPTIDE CORRELATO AL GENE DELLA CALCITONINA (CGRP), EMICRANIA EPISODICA

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