Covid-19, Remdesivir nuovi dati confermano efficacia: riduce ricoveri e mortalità
Il Remdesivir, uno dei due farmaci approvati contro il Covid-19, riduce i tempi di ricovero e abbassa leggermente la mortalità nei pazienti
Il Remdesivir, uno dei due farmaci approvati contro il Covid-19, riduce i tempi di ricovero e abbassa leggermente la mortalità nei pazienti. Lo afferma ilreport finale della sperimentazione ACTT-1 pubblicato sul New England Journal of Medicine. La sperimentazione, coordinata dall'Nih statunitense, ha riguardato 1062 pazienti, metà dei quali ha ricevuto il farmaco mentre l'altra metà un placebo. i soggetti del primo gruppo hanno avuto un ricovero medio di 10 giorni, mentre quelli sotto placebo di 15. Inoltre, la mortalità è risultata del 6,7% nei pazienti trattati contro l'11,9% degli altri a 15 giorni, e dell'11,4% contro il 15,2% a 29 giorni. "I nostri dati - concludono gli autori - mostrano che il remdesivir è superiore al placebo nell'accorciare i tempi di recupero negli adulti ricoverati con Covid-19 ed evidenze di infezione delle vie respiratorie inferiori".
Tempo di recupero più breve
Il farmaco ha ricevuto l'approvazione sia dalle autorità statunitensi che europee, e la Commissione Ue ha annunciato di aver raggiunto un accordo con Gilead, la compagnia che lo ha messo a punto, per la fornitura di 500mila trattamenti. «I risultati dello studio ACTT-1 dimostrano che, nei pazienti ospedalizzati con polmonite da COVID-19, remdesivir è il primo farmaco antivirale a essere significativamente associato a un tempo di recupero più breve - cinque giorni prima per tutti i pazienti e sette giorni prima per i pazienti più gravi - e al contempo a una minore progressione verso la ventilazione meccanica», ha commentato Andre Kalil, MD, MPH, Professore di Medicina Interna, Divisione di Malattie Infettive, Direttore del Programma di Malattie Infettive da Trapianto presso il Centro Medico dell'Università del Nebraska principal investigator dello studio ACTT-1. «In base all'esperienza clinica, abbiamo osservato che la risposta del paziente e il rischio di mortalità differiscono in tutto lo spettro della malattia. Grazie a questa analisi post-hoc della mortalità per sottogruppi, i dati di cui disponiamo ora suggeriscono che somministrare remdesivir a pazienti in ossigenoterapia può ridurre in modo significativo le probabilità di morte rispetto ad altri sottogruppi. Questi dati forniscono ai medici informazioni importanti, che li aiutano a ottimizzare l'approccio terapeutico al paziente».
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A cura di Sabina Mastrangelo
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