Variante Omicron, nuovo vaccino Pfizer-BioNTech: avviata sperimentazione
Pfizer e BioNTech annunciano l'avvio della sperimentazione del nuovo vaccino anti-Covid specifico contro la variante Omicron
Prende il via la sperimentazione clinica per la nuova versione del vaccino anti-Covid specifico contro la variante Omicron. Lo hanno annunciato Pfizer e BioNTech: le aziende testeranno la risposta immunitaria con un regime a tre dosi per tutte quelle persone non ancora vaccinate e come richiamo per le persone che hanno già ricevuto due dosi del loro vaccino originario.
Possibile lancio del nuovo vaccino entro la fine di marzo
È in programma anche la sperimentazione per l'uso come quarta dose su individui che hanno già ricevuto la terza, con un intervallo di somministrazione che si ipotizza da tre a sei mesi. Lo studio comprenderà la sicurezza e la tollerabilità su un campione di circa 1.400 persone. Kathrin Jansen, responsabile della ricerca e sviluppo dei vaccini di Pfizer, ha spiegato che "la ricerca attuale e i dati raccolti mostrano che i booster continuano a fornire un elevato livello di protezione contro malattia grave e ospedalizzazione con Omicron. Nonostante tutto, si riconosce la necessità di essere preparati nel caso in cui questa protezione diminuisca nel tempo, tenendo ben presente possibili nuove varianti future". A seconda della quantità di dati richiesti dalle agenzie regolatorie, potrebbe non essere possibile il lancio sul mercato del nuovo vaccino entro la fine di marzo, come si era ipotizzato precedentemente. Al momento, il Centro statunitense per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) afferma che una terza dose di un vaccino mRNA, come ad esempio il vaccino Pfizer/BioNTech, ha fornito una protezione del 90% contro l'ospedalizzazione da COVID-19. Riguardo alla sperimentazione, l'EMA ha affermato che questi studi dovrebbero dimostrare sia la produzione di più anticorpi neutralizzanti rispetto ai vaccini attuali sia la protezione da nuove future varianti. Al momento BioNTech non ha riferito quale tipo di dati siano stati richiesti dalle agenzie regolatorie; tuttavia, l'azienda ha sottolineato che gli anticorpi provocati dal suo booster mirato a Omicron dovrebbero aiutare a rispondere, se ci sarà bisogno, a più di una variante.
Il consumo elevato di alimenti ultra-processati è stato associato a malattie infiammatorie intestinali, sindrome dell’intestino irritabile, steatosi epatica metabolica e alcune neoplasie...
Una revisione della letteratura e uno studio clinico suggeriscono che la supplementazione con polifenoli potrebbe contribuire a ridurre la gravità della dermatite atopica. Per il farmacista si apre...
Le fibre alimentari potrebbero aiutare a gestire alcuni degli effetti gastrointestinali associati agli agonisti del recettore del GLP-1 e contribuire al mantenimento del peso dopo la sospensione...
Uno studio su donne con obesità rileva carenza o insufficienza di vitamina D in oltre otto casi su dieci. Nelle donne in post-menopausa, livelli più bassi della vitamina sono associati a maggiore...
A cura di Sabina Mastrangelo
Resta aggiornato con noi!
La tua risorsa per news mediche, riferimenti clinici e formazione.
Dichiaro di aver letto e accetto le condizioni di privacy
Uno studio condotto mostra che un maggiore consumo di caffè è associato a un minor rischio di cirrosi, tumore del fegato e mortalità correlata. I benefici sono emersi sia con il caffè...