Login con

Pharma

28 Settembre 2022

Alzheimer, anticorpo sperimentale ridurrebbe del 27% il declino cognitivo. I risultati dello studio


L'anticorpo lecanemab ha dimostrato di ridurre del 27% il declino clinico dovuto al morbo di Alzheimer aprendo alla possibilità di rallentare la progressione della malattia


In un ampio studio clinico di fase 3, l'anticorpo lecanemab ha dimostrato di ridurre del 27% il declino clinico dovuto al morbo di Alzheimer (AD) aprendo alla possibilità di rallentare la progressione della malattia. I risultati positivi dello studio Clarity AD sono stati annunciati da Eisai e Biogen Inc. che discuteranno i dati con le autorità regolatorie negli Stati Uniti, in Giappone e in Europa con l'obiettivo di presentare domanda per l'approvazione entro marzo 2023.


Raggiunti gli endpoint primario e secondari

La molecola sperimentale è stata testata per il trattamento del declino cognitivo lieve dovuto al morbo di Alzheimer (AD) e AD precoce con presenza confermata di patologia amiloide nel cervello. Lecanemab ha raggiunto l'endpoint primario e tutti gli endpoint secondari con risultati statisticamente significativi.
In particolare, il trattamento con il farmaco sperimentale ha ridotto del 27% il declino clinico (scala cognitiva e funzionale globale, CDR-SBc), rispetto al placebo a 18 mesi. A partire già da sei mesi il trattamento ha mostrato variazioni statisticamente significative nella scala CDR-SB rispetto al basale contro placebo. Sono stati raggiunti anche in tutti gli endpoint secondari chiave (livelli di amiloide nel cervello e punteggi su scale cognitive) con risultati statisticamente significativi rispetto al placebo. Gli effetti collaterali sono stati considerati in linea con le aspettative. Lo studio Clarity AD, controllato con placebo, in doppio cieco, a gruppi paralleli, randomizzato, ha coinvolto 1.795 persone con AD precoce con un un'ampia gamma di comorbidità e uso di farmaci: ipertensione, diabete, malattie cardiache, obesità, malattie renali e anticoagulanti, ecc.

Possibilità di rallentare la progressione del morbo di Alzheimer

"Il risultato positivo del lecanemab, un anticorpo anti-Amiloide beta protofibrilla è un'importante pietra miliare per Eisai nel realizzare la missione di soddisfare le aspettative della comunità del morbo di Alzheimer - ha commentato Haruo Naito, amministratore delegato di Eisai. - I risultati provano l'ipotesi dell'amiloide, secondo cui l'accumulo anomalo di amiloide-beta nel cervello è una delle principali cause del morbo di Alzheimer".
"L'annuncio di oggi dà ai pazienti e alle loro famiglie la speranza che il lecanemab, se approvato, possa potenzialmente rallentare la progressione del morbo di Alzheimer e fornire un impatto clinicamente significativo sulla cognizione e sulla funzione - ha affermato Michel Vounatsos, amministratore delegato di Biogen. "È importante sottolineare che lo studio mostra che la rimozione della beta amiloide aggregata nel cervello è associata a un rallentamento della malattia nei pazienti nella fase iniziale della malattia. Sconfiggere questa malattia richiederà molteplici approcci e opzioni di trattamento e non vediamo l'ora di continuare la discussione sul significato di questi risultati con le comunità dei pazienti, della scienza e della medicina".

TAG: MALATTIA DI ALZHEIMER, FARMACI IN SPERIMENTAZIONE, DECLINO COGNITIVO

Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:

Seguici su Facebook! Seguici su Linkedin! Segui le nostre interviste su YouTube!

Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE

10/07/2026

Il consumo elevato di alimenti ultra-processati è stato associato a malattie infiammatorie intestinali, sindrome dell’intestino irritabile, steatosi epatica metabolica e alcune neoplasie...

A cura di Simona Zazzetta

02/07/2026

Una revisione della letteratura e uno studio clinico suggeriscono che la supplementazione con polifenoli potrebbe contribuire a ridurre la gravità della dermatite atopica. Per il farmacista si apre...

A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico

18/06/2026

Le fibre alimentari potrebbero aiutare a gestire alcuni degli effetti gastrointestinali associati agli agonisti del recettore del GLP-1 e contribuire al mantenimento del peso dopo la sospensione...

A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico

16/06/2026

Uno studio su donne con obesità rileva carenza o insufficienza di vitamina D in oltre otto casi su dieci. Nelle donne in post-menopausa, livelli più bassi della vitamina sono associati a maggiore...

A cura di Sabina Mastrangelo

 
Resta aggiornato con noi!

La tua risorsa per news mediche, riferimenti clinici e formazione.

 Dichiaro di aver letto e accetto le condizioni di privacy

AZIENDE

Un corpo in armonia

Un corpo in armonia

A cura di Lierac

Riceviamo e pubblichiamo la riflessione del presidente dell'Ordine dei farmacisti di Bari e Bat Luigi d'Ambrosio Lettieri sul rapporto tra sostenibilità della spesa farmaceutica, appropriatezza...

A cura di Luigi D’Ambrosio Lettieri Presidente Ordine Farmacisti Bari BAT

 
chiudi

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)

Top