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27 Ottobre 2022

Emicrania. Consumo di tiamina (Vitamina B1) associato a minore probabilità di attacchi


Un'elevata assunzione di tiamina è associata a una riduzione significativa delle probabilità di sviluppare emicrania, in particolare nelle donne


Secondo uno studio pubblicato su Headache, un'elevata assunzione di tiamina è associata a una riduzione significativa delle probabilità di sviluppare emicrania, in particolare nelle donne. Il forte mal di testa e l'emicrania sono disturbi neurologici comuni e invalidanti in tutto il mondo. Alcune ricerche hanno rivelato che il gruppo della vitamina B, come importante componente della dieta, può ridurre la disabilità dell'emicrania.

Esplorare possibili meccanismi di prevenzione e trattamento dell'emicrania

«Lo scopo del nostro studio era identificare la prevalenza di forte mal di testa o emicrania e l'associazione tra l'assunzione di tiamina e riboflavina con l'anamnesi di cefalea, utilizzando un ampio campione di popolazione rappresentativo a livello nazionale» spiega Dan Li, del People's Hospital of Henan University, Zhengzhou, Cina, primo nome del lavoro. I ricercatori hanno studiato i dati di adulti americani intervistati nel National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES) dal 1999 al 2004 ai quali erano state richieste informazioni sulla storia di mal di testa e sull'assunzione di tiamina e riboflavina attraverso la dieta. Sono stati inclusi 13.439 partecipanti, e tra questi 2.745 (21,6%) adulti di almeno 20 anni di età hanno dichiarato di avere manifestato forte mal di testa o emicrania nei tre mesi precedenti. L'assunzione dietetica di tiamina è risultata significativamente associata in maniera inversa a forte mal di testa o emicrania. Nell'analisi stratificata, la relazione è rimasta valida nel gruppo delle donne, mentre non si sono viste variazioni significative tra i gruppi di età. Non è stata osservata alcuna associazione negativa significativa tra assunzione di riboflavina alimentare e storia di cefalea. Dopo la stratificazione per sesso o età, non è rimasta valida alcuna relazione significativa tra riboflavina alimentare ed emicrania. «Saranno necessari ulteriori studi clinici per confermare le nostre conclusioni e ulteriori esperimenti per esplorare i possibili meccanismi di prevenzione e trattamento dell'emicrania» affermano gli autori.

Headache 2022. Doi: 10.1111/head.14384
https://doi.org/10.1111/head.14384

TAG: VITAMINE, EMICRANIA

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