Fibre alimentari, malattia infiammatoria intestinale: cautela in caso di intolleranze
Le fibre alimentari benefiche in individui con normale microbioma intestinale, ma i beta-fruttani, possono essere dannose in pazienti con malattia infiammatoria intestinale
Secondo quanto conclude uno studio appena pubblicato sulla rivista Gastroenterology, le fibre alimentari sono senz'altro benefiche negli individui provvisti di un normale microbioma intestinale in grado di fermentarle, ma alcune di esse, come per esempio i beta-fruttani, possono essere dannose in pazienti con malattia infiammatoria intestinale (IBD) attiva che mancano di attività microbica fermentativa.
Cautela con i beta-fruttani. Ecco perché
«Le malattie infiammatorie intestinali (IBD) sono influenzate da fattori dietetici, come i carboidrati non digeribili, ossia le fibre, che di regola sono fermentati dai microbi del colon. Le fibre sono nel complesso benefiche, ma non tutte sono uguali e alcuni pazienti con IBD riferiscono di intolleranza al loro consumo» scrivono gli autori, coordinati da Heather Armstrong del Centro di eccellenza per l'infiammazione gastrointestinale e la ricerca sull'immunità, presso l'Università di Alberta a Edmonton, in Canada, spiegando che i fruttani sono oligosaccaridi costituiti da fruttosio e da una molecola di glucosio, e che oltre che in alcuni cereali, frutta e verdura, aglio e cipolle, si trovano anche nei prodotti lavorati in commercio, soprattutto sotto forma di inulina.
E data l'evidenza riproducibile di una ridotta presenza di microbi fermentanti le fibre nei pazienti con IBD, Armstrong e colleghi hanno ipotizzato che in pazienti selezionati le fibre â-fruttaniche rimangano intatte e che il loro legame con i recettori delle cellule ospiti sia in grado di promuovere l'infiammazione intestinale. Per dimostrarlo, hanno incubato con oligofruttosio biopsie del colon coltivate ex vivo e linee cellulari cresciute in vitro valutando sia la successiva risposta immunitaria sia l'influenza sulla risposta dell'ospite del microbiota intestinale, sottoposto a classificazione tassonomica e profilazione metabolica. «I nostri dati confermano che le fibre alimentari â-fruttaniche non fermentate sono i grado di indurre la formazione di citochine pro-infiammatorie in un sottogruppo di biopsie intestinali da IBD» conclude Armstrong. Gastroenterology 2022. Doi: 10.1053/j.gastro.2022.09.034 http://doi.org/10.1053/j.gastro.2022.09.034
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A cura di Sabina Mastrangelo
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