Post-Covid19: nutrizione mirata per garantire il recupero
La nutrizione dei pazienti convalescenti è un passaggio fondamentale per il recupero della funzionalità fisica. Nei pazienti dimessi in seguito a Covid19 è importante definire una strategia nutrizionale mirata
Uno squilibrio alimentare è sempre una condizione che mette l'organismo a rischio di malattia, provocando una carenza acuta o cronica di nutrienti essenziali. Nel caso dei pazienti "Sindrome respiratoria acuta grave coronavirus 2" (Sars-CoV-2) positivi la fase di convalescenza richiede un costante monitoraggio nutrizionale per evitare i rischi da carenza e garantire un corretto recupero.
Linee guida per pazienti con pochi sintomi o dimessi
Sono state pubblicate dall'Associazione tecnico Scientifica dell'Alimentazione, Nutrizione e Dietetica (Asand) le Linee di indirizzo per l'assistenza nutrizionale del paziente Sars-CoV-2 positivo paucisintomatico o postdimissione a domicilio o presso strutture non ospedaliere - Aprile 2020, per tutti quei pazienti che alla dimissione (e nei casi più importanti ancora infettivi) possono presentare problematiche di vario tipo legate sia al lungo allettamento sia ai problemi respiratori affrontati nella malattia. Il documento dà le indicazioni per la valutazione e il monitoraggio dello stato nutrizionale del paziente sia di quello a domicilio sia di quello ricoverato in struttura. In generale "l'intervento nutrizionale è finalizzato a prevenire e/o correggere lo stato di malnutrizione/disidratazione, proponendo cibi invitanti, garantendo la sicurezza, evitando l'aspirazione del cibo nelle vie respiratorie e aiutando ad attenuare alcune problematiche legate alla mancanza di gusto e odorato tipici della malattia Covid19".
Pazienti a domicilio
Per i pazienti a casa il compito del dietista sarà quello di proporre strategie finalizzate all'aumento della densità energetica dei pasti casalinghi. Per i ricoverati la scelta primaria ricadrà su pasti ad alta densità nutrizionale per soddisfare più facilmente i fabbisogni energetici. Dovrà essere valutata in ogni caso la capacità di alimentarsi del paziente - compresa l'eventuale disfagia - ed eventualmente intervenire con supplementi orali, tenendo in considerazione anche prescrizioni dietetiche precedenti la malattia.
La pianificazione dei pasti
Per quanto riguarda la pianificazione dei pasti il documento suggerisce uno schema di porzioni di riferimento, con un particolare attenzione all'apporto proteico e all'idratazione: - 2-3 porzioni di cibi ricchi di proteine ogni giorno: alternare carne (100g), pesce (150g), uova (50g), noci (30g), fagioli, legumi, soia, tofu (150g). Se gradito, è bene consumare il pesce scegliendo tra le tipologie come sgombro, salmone, aringhe, trote, sardine o sardine ricchi di acidi grassi omega-3. Le uova potranno essere consumate strapazzate o in omelette. Prodotti in scatola come pesce, carne o fagioli sono alternative facili da preparare e di lunga conservazione, anche se sono da preferire i prodotti freschi. - 2-3 porzioni di prodotti lattiero-caseari ogni giorno come latte e yogurt (125g) o formaggio (50-100g), o alternative vegetali confezionate con soia, mandorle o latte di cocco. - 1 porzione di carboidrati ad ogni pasto ad es. pane (50g), cereali, patate (200g), pasta o riso (50-80g), pizza, purè di patate. 5 porzioni tra frutta (150g) e verdura (200g) ogni giorno: sia fresca che congelata, frullata, essiccata, spremuta o come centrifugati. - 6-8 bicchieri / tazze di liquidi ogni giorno, alternano acqua/tisane e thè se gradite, ma è utile consumare bevande ricche in proteine: bevande al latte (al malto, cioccolata calda, caffè al latte, frullati e frappè) che possono facilitare il raggiungimento dei fabbisogni in energia, proteine, vitamine e minerali. È bene evitare di bere prima dei pasti, per evitare l'eccessivo saziamento pre-prandiale. E infine per aumentare la quantità di energia e proteine vengono suggeriti spuntini proteico-calorici di piccolo volume per incoraggiare i pazienti a consumarli durante l'arco della giornata: budini, latte e cioccolato, formaggio e cracker, prosciutto e grissini, yogurt denso e cremoso, frutta secca, noci e semi e barrette di cereali.
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A cura di Redazione Farmacista33
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