Micronutrienti, Rame essenziale per la salute delle ossa
Il rame è un minerale fondamentale per molte delle reazioni di riduzione dell'ossigeno molecolare, ed è quindi essenziale per il metabolismo energetico a livello cellulare. Lo si ritrova in enzimi che catalizzano le reazioni di respirazione, in alcuni enzimi coinvolti in quelle di scambio di elettroni: la ceruloplasmina, la proteina a cui è legato in percentuali molto alte nel circolo sanguigno e la cui concentrazione nel siero e plasma è spesso usata come indicatore dei livelli di rame; la superossido dismutasi, o la citocromo ossidasi nei mitocondri. È fondamentale per il corretto metabolismo del ferro ed è molto importante anche il rapporto fra questo minerale e lo zinco: diete ad alto livello di Zn infatti possono influenzare l'assorbimento del rame (1), fino a provocare stati patologici di carenza. Tradizionalmente, la concentrazione di rame nel siero/plasma è considerata il miglior indicatore delle riserve di rame nell'organismo anche se riflette maggiormente la concentrazione di ceruloplasmina piuttosto che quella del rame stesso; che può variare sensibilmente nel corso di infezioni o in conseguenza di uso di ormoni steroidei e contraccettivi orali.
Rame: i livelli di assunzione con la dieta
Nel nostro organismo i due terzi del rame sono presenti nei muscoli e nello scheletro ma il fegato è un organo che gioca un ruolo chiave nel mantenimento dei suoi livelli nel plasma. Le fonti alimentari di rame sono fegato e frattaglie, molluschi, frutta secca (noci e arachidi), semi oleosi, legumi e cereali integrali. L'assunzione raccomandata per la popolazione (PRI) secondo i LARN (2014) è pari a 0,9 mg/die per le donne e gli uomini adulti, con un aumento 1,2 in gravidanza e 1,6 in allattamento; mentre livello massimo tollerabile di assunzione (UL) per la stessa fascia di popolazione è pari a 5mg/die. La quantità di assorbimento di rame è legata all'intake dietetico: varia da più del 50% a 1 mg/die, a meno del 20% a oltre 5 mg/die. Parte dell'assorbimento avviene a livello gastrico nello stomaco dove l'ambiente acido favorisce la solubilità del rame da proveniente da fonti alimentari.
Correlazione fra densità ossea e livelli di rame nel sangue
Si ipotizza che il rame sia un minerale con un ruolo importante nella salute delle ossa e dello scheletro, con un coinvolgimento di regolazione nelle attività di formazione e riassorbimento ad opera di osteoblasti e osteoclasti, rispettivamente. Studi sugli animali hanno dimostrato che la carenza di rame nella dieta può portare a una diminuzione di rame circolante e quindi alla minor attività di alcuni enzimi, con conseguenze fisiologiche che riguardano il tessuto connettivo e problemi a livello dello scheletro. Le evidenze emergono per lo più da studi in vitro, ma pochi sono i lavori sull'uomo. Una recente review ha provato a fare il punto della correlazione fra densità ossea e il contenuto di rame nel sangue, l'intake giornaliero e la supplementazione, analizzando 10 studi valutati ammissibili (5 riguardanti i livelli nel sangue, uno l'assunzione giornaliera e 4 l'integrazione del minerale). I livelli di rame nel sangue non hanno mostrato differenze statisticamente significative in quattro di essi, mentre solo uno studio ha fatto emergere differenze fra la popolazione femminile con osteoporosi e il campione di donne sane di età compresa tra 45 e 59 anni (e non tra 60 e 80 anni). Per quanto riguarda gli effetti dell'assunzione del minerale nella dieta, non si sono trovate differenze fra donne con o senza osteoporosi a conferma della necessità di un approfondimento con ulteriori studi mirati. Dai dati dei due studi che invece hanno analizzato l'integrazione del rame (2,5-3 mg/die) sono emersi buoni risultati in termini di rallentamento della perdita minerale ossea e di riduzione dei marker di riassorbimento, confermando l'eventuale efficacia dell'integrazione, ma sottolineando quanto siano necessari maggiori dati a supporto del ruolo del rame nel riassorbimento del tessuto osseo.
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