Salute benessere
20 Luglio 2023 L’acqua è un alimento a tutti gli effetti perché è una fonte di minerali essenziali, ma in presenza di insufficienza renale e/o cardiaca bisogna evitare di assumerne in quantità molto superiori alla norma

L’acqua è un alimento a tutti gli effetti perché è una fonte di minerali essenziali (calcio, magnesio, potassio, sodio). Il fabbisogno dipende dall’età, dai momenti e dalle condizioni individuali di salute. In linea generale un litro e mezzo o due è la dose consigliata dalle linee guida (e che comprende anche quella contenuta in frutta e verdura) per far fronte alle naturali perdite del nostro corpo. Le temperature elevate, il caldo intenso, l’eccessiva sudorazione sono fra i fattori che possono perturbare l’equilibrio idrico.
La giusta quantità di acqua
La quantità d’acqua nel nostro organismo generalmente rimane costante e non varia mail oltre l’1% (250-500ml). Neppure in condizioni di stress, anche se i due meccanismi che regolano l'equilibrio idrico possono avere diverse sensibilità e spesso tempi di risposta differenti. Il fabbisogno, che non varia nel corso della giornata, deve essere garantito perché le alterazioni possono anche avere conseguenze serie: dal compromettere la concentrazione e la coordinazione dei movimenti sino a convulsioni e danni celebrali. Lo stimolo della sete, che risponde ad una serie di meccanismi integrati fisiologici per mantenere bilanciati apporto ed escrezione va sempre soddisfatto. Il consiglio di bere tanto, però, vale per le persone in salute e soprattutto con una funzionalità renale e cardiaca normale. Infatti, i reni eliminano meglio le sostanze nocive – svolgono il loro lavoravo meglio e con meno fatica - in condizioni di diluizione, cioè quando si assumono molti liquidi.
Insufficienza renale e insufficienza cardiaca: le raccomandazioni della Sin
In presenza di insufficienza renale e/o cardiaca (soprattutto quando è presente una cardiopatia ipocinetica con episodi di scompenso cardiaco), invece, bisogna evitare di assumere quantità di acqua e liquidi molto superiori alla norma, perché i reni non riescono ad eliminare i liquidi in eccesso, con conseguente comparsa di ritenzione fino allo scompenso cardiaco. Lo ricorda la Società Italiana di Nefrologia (SIN) che è intervenuta su questo tema con alcuni consigli, ricordando – non solo per i pazienti con malattia renale cronica - che per proteggere la funzionalità dei reni è bene seguire alcune buone abitudini così da rispettare il giusto equilibrio idrico e non mettere a dura prova il corretto funzionamento di questi organi, che assicurano il bilanciamento degli elettroliti e dei liquidi dell’organismo, eliminando le principali scorie del metabolismo. Per le persone in dialisi si deve addirittura bere pochissimo – spiega Stefano Bianchi, Presidente di SIN - nonostante la forte sensazione di sete. “A questi pazienti bisogna sempre ricordare di ridurre sale e alimenti salati soprattutto d’estate per ridurre la sete; il diffuso ‘rimedio’ del cubetto di ghiaccio da succhiare è valido soltanto se, nell’arco della giornata, vengono assunti due-tre cubetti, perché il ghiaccio, chiaramente, non è altro che acqua e conta la quantità totale”. Quando il rischio di disidratazione è maggiore, per esempio in estate, ricordano i nefrologi che è fondamentale rivolgersi al medico soprattutto in concomitanza di episodi di diarrea e/o vomito, perché alcuni farmaci eventualmente assunti (aceinibitori, sartani, diuretici, metformina, glifozine) potrebbero accumularsi e produrre effetti tossici anche gravi.
Le raccomandazioni per gli anziani
Questa indicazione non vale solo per i pazienti con malattia renale ma in generale è indicato anche per gli anziani. Valgono a maggior ragione per le loro, così come per i lattanti (due età in cui è più difficile riuscire a comunicare il proprio stato di salute) le principali indicazioni di buon senso sull’evitare se possibile di uscire nelle ore più calde, sforzi fisici eccessivi all’esterno o in ambienti non climatizzati. In merito alle abitudini dietetiche è importante bere adeguatamente in caso di abbondante sudorazione ed evitare pasti ricchi di grassi e proteine preferendo soprattutto pasta, verdure e frutta. Infine, una indicazione sul consumo di alcol. Fra i rischi ben noti per la salute generale, va considerato che l’alcol aumenta il lavoro dei reni perché provoca dilatazione dei vasi ed ha un effetto diuretico. Se assunto in quantità elevata, in associazione agli effetti del caldo ed eventualmente a farmaci, è quindi un elemento che concorre ad aumentare il rischio di danno renale per cui, suggerisce SIN nelle sue indicazioni, andrebbe ridotto o evitato del tutto.
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