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Integratori alimentari

02 Gennaio 2025

Integrazione di vitamina D e calcio riduce pressione sanguigna tre le persone con obesità

Lo evidenzia una ricerca che ha osservato anche come l’aumento del dosaggio non sortisca effetti ulteriori 

di Sabina Mastrangelo


vitamina D calcio pressione obesità

L’integrazione di vitamina D e calcio ha ridotto la pressione sanguigna negli anziani con obesità, ma dosi più elevate non hanno mostrato ulteriori benefici. In particolare, le persone con obesità e bassi livelli di vitamina D sono andate incontro alla riduzione più significativa della pressione sanguigna, per effetto del trattamento. A mostrarlo, sul Journal of the Endocrine Society, è un gruppo guidato da Maya Rahme, dell’Università di Beirut, in Libano. 

Il contesto della ricerca

L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (Efsa) ha di recente aggiornato i valori dietetici di riferimento per la vitamina D, indicando come fabbisogno giornaliero 600 unità internazionali (Ui) per gli adulti. Molte persone, però, soffrono di carenza di vitamina D dal momento che la loro dieta non soddisfa la dose raccomandata. Secondo gli autori, inoltre, un deficit di vitamina D può essere collegabile a malattie cardiache, immunologiche, infezioni e ad alto rischio di ipertensione.

Studi precedenti hanno trovato una connessione tra i livelli di 25 idrossivitamina D e la pressione sanguigna. Tuttavia, i risultati di trials clinici randomizzati hanno fornito risultati contrastanti sui benefici di un aumento dell’assunzione di vitamina D con un minor rischio di ipertensione. A partire da questo, i ricercatori hanno indagato l’uso di integratori di vitamina D a un dosaggio superiore a quello raccomandato, per abbassare la pressione sanguigna negli anziani con obesità. 

Gli effetti dell’integrazione di vitamina D in combinazione con calcio

Lo studio ha esaminato l’impatto dell’integrazione di vitamina D3 somministrata con calcio sulla pressione sistolica e diastolica. L’analisi è stata condotta a partire da dati raccolti nell’ambito di uno studio multicentrico, in doppio cieco e randomizzato e ha incluso 221 anziani con obesità che sono stati assegnati in modo casuale ad assumere 600 UI o 3750 UI di vitamina D3 al giorno con una dose di calcio, nel corso di un anno.

Confrontando i due gruppi, i ricercatori hanno scoperto che una dose più elevata di vitamina D non ha dimostrato ulteriori benefici per la salute rispetto a quella più bassa. Tuttavia, il team ha notato che le persone con obesità e bassi livelli di vitamina D hanno avuto i benefici maggiori. In particolare, la pressione sistolica e quella diastolica sono diminuite in modo significativo, raggiungendo i valori delle persone che assumevano alti dosaggi di vitamina D a 6 e 12 mesi di terapia. Ulteriori analisi hanno mostrato che tra le persone con un indice di massa corporea (BMI) superiore a 30, la pressione sistolica è diminuita nel gruppo ad alto e basso dosaggio, mentre quella diastolica è diminuita solo nel gruppo ad alto dosaggio.

Lo studio, dunque, conclude che età, ipertensione, BMI elevato e dose di vitamina D sono fattori importanti che influenzano la risposta della pressione sanguigna al trattamento con vitamina. Tuttavia, sono necessarie ulteriori ricerche per confermare i risultati e determinare il dosaggio ottimale di vitamina D per la gestione della pressione sanguigna, come hanno concluso i ricercatori.

Fonte: 

Rahme M. et al. Blood pressure decreases in overweight elderly individuals on Vitamin D: A randomized Trial. J Endocr Soc (2024); doi:10.1210/jendso/bvae168

Iss. Vitamina D. Fabbisogno giornaliero https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/v/vitamina-d#fabbisogno-giornaliero

TAG: PRESSIONE SANGUIGNA, VITAMINA D, OBESITà, INTEGRATORI

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