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Integratori alimentari

12 Marzo 2025

Vitamina E e malattie del fegato: integrazione migliora infiammazione e fibrosi

Una sperimentazione clinica nell’ambito della quale sono stati somministrati 300 mg al giorno di vitamina, per 96 settimane ha mostrato un miglioramento dei segni clinici delle steatoepatite associata a disfunzione metabolica (MASH)

di Sabina Mastrangelo


 Vitamina E e malattie del fegato: integrazione migliora infiammazione e fibrosi

I pazienti con steatoepatite associata a disfunzione metabolica (MASH) che ricevono 300 mg di vitamina E al giorno hanno un miglioramento del 29,3% dell’istologia epatica, rispetto al 14,1%, nel gruppo placebo. Inoltre, nel gruppo trattato, sono state osservate significative riduzioni nei punteggi di steatosi, infiammazione lobulare e fibrosi. Sono i risultati del trial clinico VENS, pubblicati su Cell Reports Medicine. Lo studio è stato condotto da un team cinese guidato da Yu Song della Hangzhou Normal University.  

La MASH e potere antiossidante della vitamina E

La malattia epatica associata a disfunzione metabolica (MASLD) è una delle patologie del fegato croniche più comuni al mondo, con una prevalenza che si avvicina al 30% nel mondo. La forma più grave, la steatoepatite associata a disfunzione metabolica (MASH), è caratterizzata da danno e infiammazione epatocellulare, con o senza fibrosi, con maggiore impatto a livello di morbilità e mortalità. Lo stress ossidativo è il principale fattore che contribuisce allo sviluppo della MASH. In questo senso, la vitamina E, un antiossidante naturale, è uno dei trattamenti più promettenti.

La vitamina E contribuisce al mantenimento dell’integrità cellulare. Si ossida e si degrada facilmente alla luce e in presenza di calore, quindi durante la cottura o nel processo di raffinazione dell’olio vegetale. Questa sostanza è contenuta soprattutto in frutti oleosi, come olive, germe di grano e semi. Una carenza di vitamina E, generalmente associata a malnutrizione, comporta difetti generali dello sviluppo, compresi disturbi al sistema nervoso e al metabolismo generale. 

 Lo studio clinico sugli effetti della vitamina E

Obiettivo dello studio era valutare la dose ottimale di vitamina E, che bilanci benefici ed effetti avversi. Nel trial clinico sono stati arruolati 122 partecipanti, assegnati in modo casuale a ricevere 300 mg di vitamina E o placebo, per 96 settimane. Tutti i partecipanti hanno ricevuto consigli sullo stile di vita durante la sperimentazione e i gruppi erano bilanciati per caratteristiche demografiche e cliniche. Le età medie erano rispettivamente di 37,9 e 39,0 anni nei gruppi vitamina E e placebo e gli uomini rappresentavano circa il 72,4% (n = 42) e il 75,8% (n = 50) dei rispettivi gruppi. 

Effetti della vitamina E sulla MASH

Dall’analisi è emerso che un numero maggiore di partecipanti ha avuto un miglioramento dell'istologia epatica nel gruppo vitamina E, il 29,3%, rispetto al gruppo placebo, il 14,1% (p =0,04). Inoltre, i pazienti che hanno ricevuto vitamina E hanno mostrato significative riduzioni di steatosi (p =0,01), infiammazione lobulare (p =0,04), punteggio della fibrosi (p =0,04) e punteggio NAFLD Activity Score totale (p =0,03), rispetto al placebo. Per quanto riguarda la sicurezza, nelle 96 settimane di terapia, il tasso di incidenza degli eventi avversi è stato di circa 7,17 casi e 4,21 casi ogni 100 anni-persona nei gruppi vitamina E e placebo, rispettivamente. Questi eventi, tuttavia, non sono stati considerati correlati al trattamento

Fonte:

Cell Rep. 2025;6(2):101939. doi:10.1016/j.xcrm.2025.101939

Iss Epicentro. Vitamine. https://www.epicentro.iss.it/vitamine/ 

TAG: VITAMINA E, MALATTIE DEL FEGATO, STEATOSI EPATICA

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