Integratori alimentari
20 Marzo 2025Una nuova revisione sistematica e meta-analisi, pubblicata su BMC Gastroenterology, ha evidenziato l'efficacia dei probiotici, prebiotici e simbiotici nel migliorare l'assorbimento del ferro e il trattamento dell'anemia.

L'anemia è una condizione sanitaria di rilevanza globale che interessa circa un terzo della popolazione mondiale, con conseguenze significative sulla qualità della vita e sulla salute pubblica. Negli ultimi anni, l'attenzione si è focalizzata sull'uso di probiotici, prebiotici e simbiotici come approcci innovativi per modulare il microbiota intestinale, migliorare l'assorbimento del ferro e ottimizzare il trattamento dell'anemia. In questo contesto, una revisione sistematica e meta-analisi ha esaminato studi randomizzati controllati (RCT) pubblicati fino al 20 novembre 2024, al fine di valutare l'efficacia di questi interventi nella pratica clinica e proporre nuove strategie terapeutiche.
I risultati hanno mostrato che i pazienti trattati con probiotici, prebiotici o simbiotici hanno registrato un aumento significativo dei livelli di emoglobina rispetto ai gruppi di controllo, con un miglioramento medio di circa 10,76 g/L , sebbene i dati presentino un'elevata variabilità (I² = 96.5%). Inoltre, due studi clinici randomizzati condotti su 120 partecipanti hanno evidenziato un aumento significativo dei livelli di ferro sierico nei pazienti trattati con probiotici, con un incremento medio di 3,83 µmol/L. L'analisi dei livelli di ferritina, invece, non ha mostrato differenze statisticamente significative tra i gruppi trattati e di controllo, indicando che l'effetto sui depositi di ferro potrebbe essere meno evidente o richiedere tempi più lunghi per manifestarsi.
L'uso di probiotici sembra favorire l'assorbimento del ferro attraverso la modulazione del microbiota intestinale e la riduzione dell'infiammazione sistemica. Alcuni ceppi probiotici, come Lactobacillus acidophilus e Bifidobacterium longum, migliorano la biodisponibilità del ferro mediante la produzione di acidi organici e la trasformazione del ferro ferrico in ferro ferroso, forma più facilmente assimilabile dagli enterociti. I prebiotici, come i frutto-oligosaccaridi e le fibre solubili, contribuiscono invece alla crescita di batteri benefici e ottimizzano l'assorbimento del ferro nel colon prossimale e nel duodeno. Infine, l'impiego di probiotici e simbiotici potrebbe favorire l'eritropoiesi attraverso la modulazione dell'infiammazione, riducendo i livelli di citochine pro-infiammatorie come IL-6 e TNF-α, abbassando la concentrazione di tossine uremiche e migliorando la biodisponibilità del ferro. Questi effetti sinergici potrebbero così contribuire a una maggiore risposta alla terapia con eritropoietina e a un miglior controllo dell'anemia in questi pazienti.
Questa revisione suggerisce che l'integrazione di probiotici, prebiotici e simbiotici potrebbe rappresentare una strategia promettente per migliorare i livelli di emoglobina nei pazienti con anemia, in particolare nelle forme associate a deficit di ferro e malattia renale cronica. Tuttavia, l'elevata eterogeneità degli studi inclusi e la variabilità dei protocolli di trattamento indicano la necessità di ulteriori RCT ben progettati per confermare l'efficacia e la sicurezza di questi interventi.
Fonte:
https://bmcgastroenterol.biomedcentral.com/articles/10.1186/s12876-024-03562-8
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