Nutrizione
27 Maggio 2025I geriatri ospedalieri della SIGOT (Società Italiana di Geriatria Ospedale e Territorio): intervenire sull’alimentazione e su specifiche sostanze di origine naturale può aiutare a regolare il metabolismo energetico e i segnali cellulari, con benefici concreti sulla salute dell’anziano

Un numero sempre più ampio di studi supporta la scelta della nutraceutica come strumento di supporto nella presa in carico dei pazienti anziani, in particolare nei casi di demenze, declino cognitivo, depressione e disturbi del sonno: dalle vitamine ai microelementi i geriatri integrano la medicina tradizionale per affrontare i disturbi della terza età e per migliorare la qualità della vita dei pazienti. Ne hanno parlato i geriatri ospedalieri al 39° Congresso SIGOT (Società Italiana di Geriatria Ospedale e Territorio)
L’invecchiamento è accompagnato da profondi cambiamenti a livello nutrizionale, metabolico e cellulare. Il microbiota intestinale, l’assorbimento dei nutrienti e la funzionalità mitocondriale nelle persone con più di 65 anni subiscono alterazioni che possono influenzare negativamente la salute generale. In questo contesto, la nutraceutica rappresenta una delle strategie più promettenti per sopperire a questi mutamenti.
“Intervenire sull’alimentazione e su specifiche sostanze di origine naturale può aiutare a regolare il metabolismo energetico e i segnali cellulari, con benefici concreti sulla salute dell’anziano” spiega Andrea Fabbo, Vicepresidente SIGOT. – Tuttavia, occorre distinguere con precisione tra integratori alimentari e nutraceutici veri e propri. C’è ancora molta confusione e una corretta informazione è fondamentale, anche alla luce delle normative europee che richiedono la documentazione rigorosa degli effetti benefici”.
I geriatri spiegano che alcune soluzioni nutraceutiche sono già impiegate nella pratica clinica. Nel declino cognitivo, le formulazioni che combinano colina, vitamine e antiossidanti, sostengono il funzionamento neuronale e sensoriale. Per i disturbi dell’umore, sostanze naturali come la S-Adenosil-Metionina (SAMe), associate a vitamina D, stanno mostrando un buon profilo di tollerabilità ed efficacia, anche in pazienti fragili. Nell’insonnia e nell’ansia, estratti vegetali (valeriana, passiflora, melissa), magnesio e precursori della serotonina e della melatonina vengono proposti come alternative naturali ai farmaci ipnoinducenti, con minor rischio di dipendenza e sonnolenza.
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