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Nutrizione

27 Giugno 2025

Malattie cardiovascolari, il ruolo dei micro e dei macronutrienti

Vitamine e minerali sono micronutrienti necessari all’organismo in piccole quantità e possono influire, positivamente o negativamente, il sul rischio di malattie cardiovascolari

di Sabina Mastrangelo


omega3

Con le malattie cardiovascolari che sono riconosciute come la principale causa di mortalità a livello mondiale, puntare su una equilibrata assunzione di macro- e micronutrienti attraverso la dieta è una strategia efficace per prevenirle, dando priorità a un’alimentazione ricca di cibi integrali come frutta, verdura e cereali, e limitando grassi dannosi e sodio. A ricordarlo è un articolo su PharmacyTimes che ha analizzato, separatamente, il ruolo di macronutrienti e micronutrienti tra prevenzione e danno al sistema cardiocircolatorio. 

Macronutrienti e malattie cardiovascolari

Il costante aumento dei decessi correlati alle malattie cardiovascolari (CVD) ha causato circa 18,6 milioni di decessi nel 2019 e si prevede che questo numero aumenterà a circa 23 milioni all’anno, entro il 2030. L’alimentazione è il fattore comportamentale più importante nella prevenzione di morte prematura e disabilità da CVD. I macronutrienti – carboidrati, proteine e grassi - forniscono energia all’organismo, per mantenerne funzionalità e struttura, e hanno un impatto significativo sul rischio di CVD. Ogni macronutriente svolge funzioni specifiche nell’organismo. 

Generalmente, i carboidrati dovrebbero costituire dal 45% al 65% delle calorie giornaliere. Questi vengono scomposti in molecole di glucosio o restano sotto forma di fibra alimentare. Il glucosio è utilizzato come fonte di energia diretta, ma può anche essere immagazzinato come glicogeno nei muscoli e nel fegato per un uso successivo. La fibra, invece, favorisce la salute del tratto gastrointestinale. Tuttavia, i carboidrati raffinati e gli zuccheri aggiunti aumentano il rischio di CVD. Di contro, i carboidrati complessi, come quelli provenienti da cereali integrali e verdure, possono avere un effetto cardioprotettivo.

Le proteine dovrebbero rappresentare dal 10% al 35% delle calorie giornaliere. Queste molecole vengono scomposte in amminoacidi che contribuiscono alla sintesi di nuove proteine, enzimi e ormoni, e alla costruzione e riparazione di tessuti e muscoli. Le fonti proteiche più benefiche sono legumi, frutta secca, semi, pesce e frutti di mare. Uova e pollame non influenzano il rischio di CVD, mentre la carne rossa dovrebbe essere limitata e le carni lavorate possono aumentare il rischio di malattie cardiovascolari. 

Infine, i grassi dovrebbero costituire dal 20% al 35% delle calorie giornaliere. I grassi sono essenziali per la salute delle membrane cellulari e vengono immagazzinati nell’organismo come riserve di energia. Inoltre, questi macronutrienti contribuiscono al trasporto e all’assorbimento delle vitamine liposolubili A, E, D e K. I grassi saturi e gli acidi grassi trans influiscono negativamente sul rischio di CVD e dovrebbero essere sostituiti con grassi monoinsaturi e polinsaturi che sono considerati, invece, grassi ‘sani’.

Micronutrienti e malattie cardiache

I micronutrienti sono vitamine e minerali necessari all’organismo in piccole quantità e possono influenzare positivamente o negativamente il rischio di CVD. Tra questi, gli acidi grassi ω-3 (acido eicosapentaenoico e acido docosaesaenoico) hanno proprietà antinfiammatorie, stabilizzano le placche e riducono, potenzialmente, i trigliceridi. 

L’acido folico e altre vitamine del gruppo B aiutano a scomporre l’amminoacido omocisteina, che può danneggiare le pareti arteriose. Il folato migliora anche il mantenimento della salute dei vasi sanguigni. Il CoQ10, inoltre, è un potente antiossidante che protegge le cellule dai radicali liberi e dai danni causati dallo stress ossidativo, oltre a supportare la funzione mitocondriale, migliorando le prestazioni cardiache. 

Il magnesio è un minerale essenziale per il mantenimento della salute cardiovascolare poiché aiuta a rilassare i vasi sanguigni, riducendo la pressione sanguigna e prevenendo l’ipertensione. La disregolazione del ferro, ovvero un eccesso o una carenza di ferro, è un fattore di rischio significativo per le CVD. 

La carenza di ferro riduce la quantità di ossigeno che il sangue può trasportare, affaticando così il cuore, ed è anche associata a un aumento del rischio di eventi cardiaci ischemici e mortalità cardiovascolare, nonché a una prognosi sfavorevole nei pazienti con insufficienza cardiaca. Un eccesso di ferro, invece, può stimolare la formazione di specie reattive dell’ossigeno, che possono danneggiare le cellule e i tessuti del cuore e dei vasi sanguigni e può anche promuovere e aggravare l’aterosclerosi. In ultimo, l’assunzione di sodio dovrebbe essere moderata, poiché un suo eccesso può portare a ritenzione idrica e ipertensione.

Fonte

Kenny K. Monitoring nutrition is crucial in cardiovascular disease management. PharmacyTimes (2025); 91(6)

TAG: DIETA, OMEGA-3, MICRONUTRIENTI

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