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Integratori alimentari

01 Ottobre 2025

Sindrome metabolica nell’anziano, supporto efficace dall’estratto di aronia

Un piccolo studio clinico ha mostrato che il consumo giornaliero dell’estratto  di aronia, una pianta originaria del Nord America che produce bacche nere simili a quelle dei mirtilli, per otto settimane ha avuto effetti positivi su pressione, profilo lipidico e marker di stress ossidativo

di Sabina Mastrangelo


aronia

L’integrazione giornaliera con estratto di frutto di Aronia melanocarpa (aronia) si è rivelata promettente contro la sindrome metabolica, in particolare nei pazienti anziani, andando a migliorare i livelli lipidici e a ridurre la pressione sanguigna e l’infiammazione. A mostrarlo, sul Journal of the American Nutrition Association, è una ricerca coordinata da Pelin Baltaci, della Istanbul Kultur University, in Turchia, secondo la quale, tuttavia, sono necessari studi randomizzati controllati più ampi per accertare il dosaggio corretto, la durata del trattamento e i pazienti che possono trarne i maggiori benefici. 

I componenti dell’aronia e l’utilizzo nella sindrome metabolica

La sindrome metabolica è caratterizzata da obesità, dislipidemia, ipertensione e insulino-resistenza ed è un problema diffuso tra gli anziani, che aumenta notevolmente il rischio di malattie cardiache. Il ruolo dell’integrazione a base di componenti naturali sta guadagnando sempre più attenzione, in particolare se si tratta di sostanze antiossidanti e antinfiammatorie di origine vegetale. 

Tra le bacche, l’aronia rappresenta un interessante alimento funzionale, grazie al suo elevato contenuto di polifenoli. L’aronia è un arbusto della famiglia delle Rosaceae, che raggiunge tipicamente altezze di 0,5-1 m. Originaria dell’America settentrionale, questa pianta è ormai ampiamente coltivata in tutta Europa. Il suo frutto, piccole bacche nero-violacee, è caratterizzato da un basso contenuto di grassi e proteine, ma da un’alta concentrazione di fibre. Inoltre, le bacche contengono carboidrati semplici (fruttosio, glucosio), minerali essenziali, quali potassio, calcio e fosforo, oligoelementi (zinco, ferro, selenio) e varie vitamine, tra cui B, C, K, tocoferoli e carotenoidi. In più, le bacche di aronia possono arrivare a contenere fino a 37,6 g di polifenoli per kg di peso secco, soprattutto antocianine, che conferiscono loro il loro colore intenso e la loro bioattività. 

Le evidenze emerse dal piccolo studio clinico

Lo studio randomizzato controllato ha valutato l'impatto dell’estratto giornaliero di frutto di aronia su 44 anziani con sindrome metabolica, di cui 12 uomini e 32 donne. La metà dei partecipanti ha consumato 10 g di estratto al giorno per otto settimane e il confronto con chi non assumeva l’integrazione ha dimostrato miglioramenti significativi rispetto ai controlli. In particolare, la pressione diastolica è diminuita di circa 10 mmHg, i trigliceridi sono diminuiti di 9 mg/dL, il colesterolo LDL è diminuito di 6,3 mg/dL, così come sono diminuiti i marker infiammatori come TNF-α e IL-6. Di contro, gli indicatori di stress ossidativo, come le LDL ossidate e le LDL piccole dense, sono migliorati in modo significativo. Questi risultati, dunque, suggeriscono che l’uso di integratori di aronia può ridurre sostanzialmente il rischio di malattie cardiovascolari in una popolazione vulnerabile, come quella degli anziani con sindrome metabolica.

Fonte:

Baltaci P. et al., Aronia (Chokeberry) fruit extract is a potential candidate for managing metabolic syndrome in elderly patients. J Am Nutr Assoc (2025); doi:10.1080/27697061.2025.2551181

Frumuzachi O. et al., Impact of a chokeberry (Aronia melanocarpa (Michx.) Elliott) supplementation on cardiometabolic outcomes: A critical systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials. Nutrients. 2025;17(9):1488-1488. doi:10.3390/nu17091488

TAG: OBESITà, MALATTIE DEL METABOLISMO, IPERTENSIONE

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