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23 Marzo 2026Una review sistematica evidenzia che l’associazione di acidi grassi omega-3 alla terapia standard, somministrati per via topica e orale, è associata a un miglioramento degli indici di gravità della psoriasi

La somministrazione topica e/o orale di acidi grassi omega-3, provenienti da diverse fonti, può migliorare in modo significativo la gravità della psoriasi, misurata attraverso scale cliniche come il Psoriasis Area and Severity Index (PASI). Lo evidenzia una review sistematica condotta da un team brasiliano guidato da Odylon Kleber Pereira de Souza, dell’Università del Pará di Marabá, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Atención Primaria.
La psoriasi è una malattia cutanea cronica, caratterizzata da lesioni infiammatorie, squamose e pruriginose, che colpisce circa il 2-11% della popolazione mondiale. Oltre ad essere una condizione dermatologica, è una malattia multisistemica con un impatto significativo sulla qualità della vita delle persone affette e può portare a disturbi psicosociali, come ansia e depressione. La patogenesi della psoriasi è complessa e multifattoriale, e coinvolge fattori genetici, immunologici e ambientali. Queste interazioni accelerano l’infiammazione, l’iperproliferazione e un’anomala differenziazione dei cheratinociti epidermici.
I lipidi sono costituenti essenziali della barriera cutanea e nei pazienti con psoriasi vi è una forte correlazione tra il profilo lipidico e la sindrome metabolica, le malattie aterosclerotiche, l'aumento dei trigliceridi, del colesterolo totale e LDL, nonché con una significativa diminuzione del colesterolo HDL. Questo si traduce in un aumento del rischio cardiovascolare.
Studi recenti hanno esplorato la relazione tra dieta e psoriasi, evidenziando il ruolo degli acidi grassi nella modulazione dell'infiammazione cutanea. Tra gli acidi grassi polinsaturi (PUFA), l’acido linoleico (LA, PUFA n-6) e l’acido α-linolenico (ALA, PUFA n-3) devono essere assunti con la dieta, visto che l’organismo non può sintetizzarli. Questi PUFA hanno un ruolo cruciale nella regolazione di vari processi biologici, inclusa la risposta infiammatoria, tanto che nei pazienti affetti da psoriasi, è evidente un marcato cambiamento nel metabolismo dei PUFA, con elevati livelli di PUFA n-6 nel sangue e nella cute. Questa alterazione, a sua volta, determina livelli anomali di mediatori bioattivi derivati da questi PUFA, in particolare dell’acido arachidonico, che ha un ruolo cruciale nello sviluppo delle lesioni caratteristiche della psoriasi e che sarebbe coinvolta nella gravità della malattia, in base a quanto emerso da studi recenti.
La review ha analizzato l’associazione tra acidi grassi omega-3 e terapia standard, nei pazienti affetti da psoriasi, per valutare gli outcome clinici sulle lesioni psoriasiche. La ricerca ha analizzato nove articoli, che comprendevano da 61 a 15.733 individui. Gli autori si sono focalizzati sugli omega-3 da fonti come olio d’oliva e dieta, somministrati soprattutto per via topica, orale o entrambe. Il periodo di intervento variava da settimane ad anni.
Nel complesso, i risultati hanno mostrato un miglioramento significativo del PASI, prima e dopo il trattamento con omega-3. Inoltre, uno studio ha concluso che il consumo di omega-3 ha portato a una riduzione del bisogno di FANS e paracetamolo, oltre a fornire benefici al dolore articolare, mentre un’altra ricerca ha osservato che l’associazione di acidi grassi omega-3 alla terapia era associata a un miglioramento dei sintomi e del PASI, rispetto alla monoterapia.
Fonte:
Pereira de Souza et al., Therapuetic approach with fatty acids in psoriasis: A systematic review. Atencion Primaria (2026); doi: 10.1016/j.aprim.2025.103332
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