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20 Aprile 2026Recente review evidenzia potenziali effetti positivi dell'uso di postbiotici nella gestione standard della sindrome dell’ovaio policistico

L’integrazione dei postbiotici con le strategie di gestione standard della sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) potrebbe essere utile nel migliorare i risultati del trattamento. Lo evidenzia una review pubblicata su ACS Nutrition Science, che spiega i possibili meccanismi alla base dell’effetto di questi prodotti: dalla modulazione dello squilibrio ormonale alla riduzione dell’infiammazione, dal miglioramento della funzionalità della barriera intestinale alla regolazione della composizione del microbioma. La review è stata curata da un team guidato da Vaishnavi Pathak, del MET’s Institute of Pharmacy di Nasik, in India.
La sindrome dell'ovaio policistico (PCOS) è considerata l’alterazione endocrina più comune in età fertile e causa importanti effetti sulla salute della donna di tipo estetico, metabolico e riproduttivo. Questa condizione è caratterizzata da alterazioni endocrinologiche e metaboliche (iperandrogenismo, resistenza all’insulina e conseguente iperinsulinemia) e colpisce il 5-10% delle donne, con origine nel periodo puberale. L’eziologia non è chiara, ma si ritiene che genetica e fattori ambientali, come la dieta e lo stile di vita, contribuiscano al suo sviluppo. Nella PCOS si evidenzia una complessa alterazione funzionale del sistema riproduttivo data dall’aumento degli ormoni maschili (androgeni), causa di segni e sintomi quali irsutismo, alopecia androgenetica (acne e calvizie di tipo maschile) e disturbi mestruali (mestruazioni irregolari, cicli scarsi o prolungati). La gestione della PCOS prevede diverse strategie come modifiche alla dieta, esercizio fisico, farmaci e integratori.
I postbiotici sono sostanze rilasciate dai microrganismi durante la fermentazione dei prebiotici. Di recente è stato dimostrato che i postbiotici migliorano la sensibilità all'insulina, attenuano l'infiammazione e regolano il microbioma intestinale. Questi effetti sono particolarmente rilevanti per la PCOS che determina un aumento della resistenza all'insulina, infiammazione e disbiosi intestinale, tutti fattori interconnessi. Migliorando queste condizioni, i postbiotici, dunque, hanno il potenziale di ripristinare l'equilibrio all'interno dell'organismo e alleviare gli effetti della PCOS. Inoltre, i postbiotici possono contribuire a ridurre i livelli di testosterone e di altri ormoni che contribuiscono ai sintomi della PCOS, come l'irsutismo, nonché ridurre al minimo il rischio di sviluppare complicanze più gravi quali diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari.
I postbiotici potrebbero essere utilizzati come terapia complementare ai trattamenti standard come modifiche dello stile di vita, farmaci e interventi ormonali. In più, l’uso dei postbiotici può contribuire ad attenuare gli effetti collaterali e le complicanze associati ad alcuni trattamenti per la PCOS. Ad esempio, tra le terapie prescritte per la PCOS vi sono i contraccettivi orali e gli antiandrogeni, che possono avere effetti avversi sul microbiota intestinale. Assumendo postbiotici in associazione a questi farmaci, dunque, si potrebbero contrastare gli effetti negativi e promuovere un equilibrio microbico più sano. I postbiotici possono anche contribuire alla gestione e alla prevenzione a lungo termine della PCOS, promuovendo la salute metabolica e l'equilibrio ormonale. Questo approccio integrato ha il potenziale non solo di gestire i sintomi della PCOS, ma anche di promuovere il benessere generale e ridurre il rischio di complicanze.
Fonti
Pathak V. A. et al., “Therapeutic application of postbiotics in the management of polycystic ovarian syndrome”. ACS Nutrition Science (2026); doi: 10.1021/acsnutrsci.5c00042
Ministero della Salute. Sindrome dell’ovaio policistico. https://www.salute.gov.it/new/it/tema/salute-riproduttiva/sindrome-dellovaio-policistico/
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